Sulla scrittura in generale

TA-DAN! Inauguro con oggi la mia serie di consigli sulla scrittura, indirizzati a:

1)     Persone che per lavoro/studio devono scrivere e vorrebbero rendere accattivanti e piacevoli da leggere le loro opere.
2)     Persone che si sono appassionate di scrittura per caso e adesso vogliono impararne il più possibile per capire fino in fondo dove gli interessa arrivare.   
3)     Gli aspiranti scrittori di professione veri e propri.

Come premessa necessaria devo dirvi che anche io sto ancora studiando, non sono un genio che sa tutto di tutto ma non sono esattamente una sprovveduta, e anzi ho sempre saputo cosa volevo fare “da grande” e mi sono regolata di conseguenza. Alcune delle cose che dirò sono soggettive, altre sono regole oggettive di narrativa, altre ancora sono consigli di scrittori professionisti passati e presenti. Non mi farò scrupolo a criticare autori pubblicati che commettono degli errori se penso che possano servire come esempi dimostrativi e mi auguro di non venir liquidata con frasi tipo “sei solo invidiosa, acida e frustrata e non capisci nulla di buona letteratura e intanto loro hanno avuto successo e tu no!”.
Infine, questo mio primo post sull’argomento sarà diverso da quelli futuri perché più generico, incentrato sulla scrittura in generale.
This said, let’s begin! =)

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Stereotipi Hollywoodiani — tradotti da me

Ehilà! Oggi ho deciso di tradurre e condividere questo post, che trovo interessantissimo: http://www.cracked.com/article_15989_hollywoods-6-favorite-offensive-stereotypes.html

NOTA: Le foto che ho utilizzato qui di seguito le ho trovate tramite un motore di ricerca, non appartengono all'articolo originale. Ma spero che servano ad illustrare lo scopo. 


La gente pensa che Hollywood sia il posto più liberale dell’universo conosciuto, ma questo è vero solamente finché ci sono di mezzo droghe e orge. Quando si tratta di minoranze, Hollywood sembra avere ancora alcuni ruoli vergognosamente triti e semplicistici in mente. Ecco i sei stereotipi hollywoodiani che non moriranno abbastanza presto:

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Leggere fa bene, perché?

Oggi proverò a rispondere a modo mio a questa domanda. Prima, però, qualche premessa:

1. Proverò ad essere obiettiva, ma ogni tanto qualcosa di soggettivo e basato sulla mia esperienza personale ci scapperà.
2. Come argomentazioni non sono le più originali del mondo, me ne rendo conto, ma io ci credo fermamente e non sono ancora riuscita a trovare qualcuno che me le smontasse in maniera convincente. Inoltre, secondo me anche il discorso più banale del mondo può essere originale con un pizzico di inventiva.  
3. Io adoro il cinema e il teatro, le trovo invenzioni sublimi, ma penso che in un mondo senza libri non sopravvivrei.

Cominciamo!

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Quando i ragazzi odiano leggere…

… Non si parte dal tetto, ma dalle fondamenta. Mi spiego meglio.

Confesso che ho incontrato spesso, sia a scuola sia su Internet sia in altri posti, ragazzi che disprezzavano profondamente i libri (o almeno, libri che non fossero “Le barzellette di Totti” e “Tre metri sopra il cielo”). Non sempre, ma parecchie volte, io che amo leggere sono stata sfottuta da tali individui, con risatine, sussurri, commenti alle spalle e anche in faccia (“sfigata senza una vita”, “asociale”, “senza contatti con la realtà”, “ma non ti appalli a studiare sempre?”). Uno dei casi più esilaranti è stato quello di una Twihard su Internet che ha affermato di aver letto sei libbri (sic) in vita sua, pur odiando leggere, e che grazie a questa “cifra spropositata” poteva giudicare Twilight bellissimo senza pericolo di sbagliare.

A prima vista questo post potrebbe parlare di loro, ma non è così.

Col tempo, infatti, ho incominciato a distinguere tra Non-Lettore e Non-Lettore. Ho capito che se prendiamo come base una caratteristica fondamentale (il modo in cui questi ragazzi si pongono nei confronti del loro problema – perché sì, odiare leggere è un problema dati i benefici della lettura, per cui farò un post a parte) si possono distinguere due categorie (a volte possono intersecarsi, dato che l'essere umano è molto più complesso di così, ma per comodità le suddivido nella maniera più generica possibile, e spero si capisca lo stesso cosa intenda). 

La prima categoria di Non-Lettori, cioè quella che ho incontrato io soprattutto IRL, è fiera della propria ignoranza, ci sguazza allegramente e vuole continuare su questa strada. Odia i libri perché li vede adatti solo a gente triste e noiosa a cui non vorrebbe mai assomigliare, gente che non sa cosa sia la furbizia, cosa significhi ridere e che probabilmente "è già morta". In a nutshell: è piena di pregiudizi triti e ritriti sulla lettura. 

La seconda categoria di Non-Lettori, invece, più che “odiare” la lettura non ha mai avuto occasione di approcciarcisi nell’infanzia, non è abituata a leggere libri e li sente come “alieni”, però vorrebbe migliorare questo aspetto perché intuisce quanto possano dare. Questa categoria di Non-Lettori può avere pregiudizi su chi legge per abitudine e passione, ma di sicuro sono minori, e se sta dando una possibilità ai libri significa che nel caso assomigliare ai lettori abituali e appassionati non dovrebbe essere una tragedia. È di loro che voglio scrivere. 

A questo punto è naturale che gli si debbano proporre quelli che Sean Maguire e Will Hunting chiamavano “i libri del cazzo giusti”, quelli che la seconda categoria vorrà rileggere almeno una volta o che la avvicineranno a un universo di libri migliori, no? Ma quali sono, in soldoni, “i libri del cazzo giusti”?

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