Recensione | Romanzo | La Solitudine Dei Numeri Primi

Titolo originale: La Solitudine dei Numeri Primi
Autore: Paolo Giordano
Genere: Romanzo di formazione
Anno di pubblicazione: 2008
Casa editrice: Mondadori
Lingua originale: Italiano
Pagine: 304

Lo ammetto: prima di leggere questo libro avevo sentito la gente sperticarsi in lodi nel 99% dei casi. L’1% di commenti negativi (negativissimi ad essere sinceri!) mi è arrivato da due miei amici, ma ho tentato in tutti i modi di non farmi influenzare dalla loro opinione quando ho avuto “La Solitudine dei Numeri Primi” in mano –cioè, in formato pdf sul mio computer. Tentavo di farmi scivolare addosso le loro parole come acqua fresca, di rispettarle e tenerle in considerazione ma farmi anche un’idea mia, cosa ugualmente fondamentale. Sono convinta che avere delle idee proprie sia un sacrosanto diritto oltreché un dovere, e che poche cose siano peggiori del ripetere a pappagallo quelle degli altri perché non si ha il coraggio di mettersi in gioco.

Eppure più andavo avanti e più realizzavo che avevano ragione, visto e considerato che questo romanzo mi ha fatto molto incazzare. Non posso dire che mi abbia fatto completamente schifo per una serie di ragioni che adesso elencherò, ma posso affermare senza ombra di dubbio che mi abbia fatto incazzare di brutto.

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Lista di privilegi delle persone cisgender (mia traduzione)

*Si stiracchia* 'Giorno! Cominciamo la giornata con una (si spera bella) traduzione. In effetti è il primo articolo a tematica prettamente transgender che pubblichi su questo blog, e la cosa buffa è che non era neanche in programma. Però, siccome mi sono ritrovata questa traduzione pronta per altri motivi, ho pensato di condividerla con voi. After all, si tratta sempre di discriminazione, di double standards, e di cose che si danno per scontate. Si tratta di inglese. Si tratta di stereotipi. Si tratta di identità, di sessualità, di riflessione, e del riconsiderare la mentalità di chi ci sta intorno; fosse anche la mentalità della persona allo specchio. Praticamente un botto di cose che mi interessano tutte insieme 😉

Link all'articolo originale: qui.        

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Quotone infinito per Tommykaine!

Anche oggi è il momento delle citazioni, e stavolta tocca a un altro blogger che stimo: Tommykaine. Aspirante scrittore con una passione per il Fan Disservice, Tommykaine sul suo LiveJournal si è occupato anche di minoranze stigmatizzate; ed essendo la discriminazione un argomento che mi interessa ho pensato bene di far conoscere questo splendido post anche a voi. A chi non è abituato al suo stile potrà sembrare brusco, vi avverto u_________u A me però sembra solo schietto e appassionato. 


PERCHE' CE L'HO TANTO CON LA DISCRIMINAZIONE

Ho voluto mettere questo filmato semiserio come "introduzione" al post, perché penso che accenni molto bene il fulcro della questione.

Perché ce l'ho tanto con la discriminazione?

"Semplice", potrà dire qualcuno "perché sei stato discriminato, e vieni discriminato tutt'ora! E' una cosa che ti riguarda personalmente, è un tuo interesse".

In teoria può sembrare vero…in realtà la risposta giusta è "sì e no…".

Faccio parte di una minoranza? Più di una!
Vengo discriminato? Purtroppo sì!
Quando qualcuno fa discriminazione ti urta, soprattutto se discrimina una minoranza di cui fai parte/di cui fa parte una persona a cui tieni? Certamente!

Ma è tutto qui? È solo questo il punto?
No.

Non è una cosa così semplice. Se fosse così semplice, potrei incazzarmi solo per quanto riguarda la discriminazione delle persone bisessuali e non quella delle persone di colore. Diamine, sono bianco, cosa c'entra con me il razzismo? Sono pure del Nord!
E allora perché mi incazzo anche quando si tratta di discriminare le persone di colore? Perché mi incazzo quando la gente insulta "i terroni"? Perché mi incazzo quando qualcuno se la prende con le persone che hanno un handicap? 

Cosa cazzo c'entra con me tutto questo? Niente, no?

Tranne che…

Tranne che in realtà c'entra.
E non solo con me. Con tutti, quasi tutti voi, noi, loro.

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Pubblicità: Vsauce

Immagino che da piccoli abbiate avuto tutti un periodo in cui chiedevate "Perché?" a iosa. Solo che, per alcune persone, una volta superata l'età in cui ci si aggrappava alla cintola di qualche adulto, si saltellava e si insisteva per una risposta, la tendenza a chiedersi il perché delle cose rimane. 😀

Rimane un'innata curiosità, una voglia di guardarsi attorno, di informarsi, di vedere il mondo. Well… se anche voi fate parte della categoria, e vi siete domandati almeno una volta nella vita cose come "Perché facciamo l'occhiolino?", "Cos'è un'illusione ottica?" e "Perché abbiamo chiamato il colore blu, beh… blu?", è il caso di presentarvi Vsauce.

Il "mistero" di questo personaggio, according to Wikipedia inglese, nasce nel 2007, quando registrò il suo canale su YouTube senza mai usarlo. Dopodiché fu usato da persone differenti che facevano recensioni di videogames un po' alla buona. Fu solo nel 2010 che Michael Stevens, l'unico utente attuale di Vsauce, lanciò il canale come lo conosciamo oggi: un mix di video che affrontano argomenti scientifici, spaziando dai giochi alla cultura alla tecnologia alle usanze popolari a… più o meno qualsiasi altra cosa vi venga in mente! ;P 

Nel settembre 2012, gli iscritti al canale aumentarono fino ad arrivare al milione; il che spinse Michael ad aprire altri due canali, Vsauce2 e Vsauce3, in cui altri due tizi (Kevin Lieber e Jake Roper) si occupano rispettivamente di tecnologia e di come i videogames siano rapportabili alla vita reale. Quello che vi presento io oggi, però, è il primo (l'unico che segua), quello di Michael, che è diventato una fonte incredibile di informazioni e un modo per educarmi sul mondo senza dover spendere ore ad ascoltare qualche insegnante pallos* che poi mi interrogherebbe.      

Ora, un paio di curiosità: 

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