Perché non lo lascia?

Pochi giorni fa (il 25 novembre, per l'esattezza), c'è stata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, e mi rincresce di non aver scritto nulla al riguardo, ergo rimedio ora. (Mi dispiace di non aver scritto neppure un articolo per il 20 novembre, la giornata della memoria per tutte le vittime di transfobia, su cui ho intenzione di scrivere comunque)

L'idea che ho avuto è di radunare in un angolo del cervello tutte le mie conoscenze sull'argomento "relazioni malsane" e dare il mio contributo alla discussione, purtroppo sempre attuale, in cui la gente comune si domanda ossessivamente "Perché una donna vittima di violenza da parte del suo uomo non lo lascia?" e decreta troppo in fretta che la vittima "deve essere rimasta con lui perché in fondo in fondo le piaceva/se l'è meritato/se l'è andata a cercare/era troppo stupida e vigliacca per vivere". Questo articolo non pretende di avere una risposta universale per ogni caso di abuso; è semplicemente l'articolo di un'appassionata di psicologia che si interessa molto anche di violenza, discriminazione, stereotipi e minoranze oppresse, e ha letto, visto, osservato, ascoltato abbastanza da poter aprire bocca per lo meno sugli aspetti più generali del fenomeno. Potete prenderlo sia come spunto di riflessione (nel caso pensiate mi sia riuscito bene), sia come raccolta di informazioni per farvi un'idea vostra di qualcosa di cui di recente i media stanno parlando spesso (citerò varie fonti da cui potete attingere), sia come il punto di partenza per scrivere una storia realistica con personaggi in una relazione malsana (giacché ci siamo, sempre una scrittrice rimango), sia come una serie di miti da sfatare su qualcosa di doloroso, pieno di rischi e di cui si parla tanto ma si conosce troppo poco.

Perciò, se avete i nervi saldi… cominciamo.

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Avviso

A tutt* coloro che mi seguono: devo darvi una brutta notizia. Al di là del fatto che in questo momento soffro di blocco dello scrittore, il mio computer sta avendo un po' di guasti tecnici, come dimostra il fatto che non sono riuscita ad approvare un commento rimasto in sospeso fino ad adesso (Beev, scusami), il fatto che non sono riuscita a condividere su Facebook la mia ultima recensione nei giorni passati e il fatto che devo ancora rispondere a qualcosa. Spero di risolverli in fretta e di riuscire a pubblicare tra questa settimana e la prossima come minimo altri due articoli, ma non posso prometterlo. Quello che posso promettere è che la mia prossima recensione sarà quella di "Molto forte, incredibilmente vicino" (versione cinematografica). A presto.

Recensione | Film | Lilja 4-ever

Titolo originale: Lilja 4-ever 
Titolo internazionale: Lilya 4-ever
Regista: Lukas Modysson  
Interpreti: Oksana Akinsjina, Artiom Bogutjarskij, Ljubov Agapova, Pavel Ponomarjov, Tomasz Neuman, Elina Benenson, Lilija Shinkarjova 
Anno: 2002
Lingua originale: Russo 
Genere: Drammatico
Sceneggiatura: Lukas Modysson
Fotografia: Ulf Brantås 
Scenografia: Josefin Åsberg 
Costumi: Denise Östholm
Musiche: Nathan Larson 
Casa di produzione: Memfis Film

Michael Hayden, sull'Empire Magazine, ha definito questo film "la più oscura delle fiabe, completa di zie streghe e di angeli custodi". Ora, pur essendo indubbio che, to the core, "Lilja 4-ever" sia la storia — cruda e realistica e basata in parte sulla vita di Dangoule Rasalaite, in parte sulle vite di mille altre ragazze — di una sedicenne estone abbandonata dalla madre e costretta a prostituirsi, sono rimasta colpita dal suo commento, perché dice una verità di fondo che è impossibile negare.

"Lilja 4-ever" è la storia di una ragazza testarda e orgogliosa che sperimenta tutta la cattiveria di questo pianeta, e nel suo cinismo, nella sua diffidenza, ha ancora una certa purezza; è ancora in grado di fantasticare, di restare aggrappata al mondo dell'infanzia quando il mondo degli adulti sa solo rigettarla, usarla, dimenticarla. E' la storia di due adolescenti annientati nel fisico e nello spirito che si riconoscono, si tengono stretti con ostinazione e tenerezza, vengono separati e si riuniscono in un abbraccio finale, anche se quell'abbraccio comporta la morte. E' una storia che di sicuro serve come atto politico per sensibilizzare verso il tema della prostituzione, della tratta di esseri umani, della schiavitù moderna, ma riesce ad essere anche di più di un film denuncia, perché ci fa affezionare ai personaggi e ci distrugge per quello che gli capita. Insomma, prende il meglio della finzione cinematografica e dell'attinenza alla realtà: i protagonisti sono inventati ma verosimili, è un film che più dolorosamente vero non si può ma ha quell'eleganza, quella capacità di catturare propria della narrativa, cinematografica e non. 

Lilja, Volodja e gli altri personaggi

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I Foley Artists (mia traduzione)

Come disse Jeremy Suarez (voce originale di Koda in "Koda, fratello orso"), per lavorare a un film ognun* partecipa con il proprio talento, ma c'è una professione che non molti conoscono e che anzi è quasi totalmente assente nel panorama cinematografico italiano: quella dei Foley Artists.

Da quando li ho conosciuti mi hanno sempre incuriosita e provo molta ammirazione per loro (considerando che per fare il loro mestiere servono creatività e ingegno), e mi piacerebbe proporvi alcuni video che li vedono al lavoro per spiegarvi chi sono 😉

Questo qui contiene un'intervista a due Foley Artist, che spiegano cosa sia il mestiere, a cosa bisogna mirare, quanto lavoro sul personaggio bisogna fare, come lo considerino loro, in che modo possa diventare musica e quali requisiti si devono avere per fare questo lavoro, ossia raccontare una storia attraverso i rumori.

Mia traduzione:

Sara Monat: Sono Sara Monat e sono una Foley Artist.

Robin Harlan: E io sono Robin Harlan e sono una Foley Artist. "Foley" è l'arte di ricreare gli effetti sonori per i film destinati alla tv e al cinema.

Sara Monat: I suoni che la gente fa, il rumore dei passi, le cose che toccano…

Robin Harlan: Uno dei modi che cerco di usare quando creo un effetto sonoro è stare attentissima ai suoni più alti della scena, così i miei non interferiscono con la scena nell'insieme. È come se tu stessi creando un mosaico, un grande mosaico, no? Perciò vuoi che le piastrelle più grandi vadano al loro posto per prime, e poi gli effetti Foley si uniscono sullo sfondo. Ergo, se hai fatto un buon lavoro, tutte le cose che sono i suoni più alti e gli eventi più importanti della scena saranno in grado di fare il loro figurone, e gli effetti Foley sono qualcosa che tu non vuoi che venga notato granché, ma vuoi che riempiano i buchi.

Sara Monat: Quando devi far camminare un personaggio, quando devi riprodurre il suono dei suoi passi, aiuta un sacco guardare prima il prodotto intero, così ti fai un'idea compiuta di chi quel personaggio sia, cosa stiano facendo — e i loro stati emotivi: quando qualcuno è arrabbiato cammina in maniera diversa rispetto a quando è felice, e devi davvero… davvero creare il personaggio, e… 

Robin Harlan: Credo che a volte quando fai camminare un personaggio devi davvero capirlo a fondo, devi metterti a recitare, capisci? E se stai facendo camminare un tizio grande e grosso devi diventare quel personaggio. Nel mondo reale quando cammini la gente se ne accorge, spesso ascolta i passi, e pensa cose tipo "Uh, pensavo che una piccolina come lei facesse meno rumore." Ma iniziare sul serio ad ascoltare i rumori che fa la sedia dove stai, e il modo in cui scricchiola… e i piccoli pezzi d'argenteria, come il rumore che fai quando togli il tovagliolo che prima stava sotto le posate… quei piccoli suoni lievi, quello dei bicchieri che cozzano insieme… a volte diventano musica. Alcune cose possono essere musica.

Sara Monat: Credo che le persone che sarebbero adatte a questo lavoro debbano possedere alcune abilità; penso che si debba avere attenzione per i dettagli, e bisogna essere in grado di essere a sincrono — insomma, sono capacità che si possono acquisire col tempo, a mano a mano che lo fai, ma in te deve essere presente un senso innato della… storia.

Robin Harlan: Secondo me il modo migliore per prepararsi a diventare Foley Artists — se è questo che si vuole davvero fare — è… iniziare a casa a misurare le proprie capacità come recitazione, danza, musica… queste sono cose importanti da applicare a quello che facciamo..

Sara Monat: Che si sia interessati a questo mestiere o lo si ami, devi conoscere tutte le sfaccettature del suono. Penso che sia davvero importante.

Questo qui vi fa vedere due Foley Artists in azione senza giri di parole:

Mia traduzione: 

"Foley" è il processo di ricreare gli effetti sonori dal vivo in uno studio e poi registrarli per un video. I Foley Artists hanno il compito di ricreare i suoni che non possono essere registrati perfettamente sul set. Qui vediamo due Foley Artists hollywoodiani in azione.

Questo qui vi illustra gli oggetti del mestiere e alcuni trucchetti.

Mia traduzione:

Io sono Cami e sono una dei Foley Artists di The Intergalactic Nemesis. Un Foley Artist è un artista degli effetti sonori.

Il concetto di Foley viene dalla radio, che l'ha popolarizzato negli sceneggiati radio. Così usiamo anche noi il termine, e in "Nemesis" siamo un po' una fusione tra sceneggiato radio e fumetto.

Ma devo essere io a fare gli effetti sonori, il che significa che, per esempio, un Foley Artist ha a disposizione alcuni elementi standard, come il rumore dei passi, e una porta, e la macchina del vento, e quando si tratta degli effetti sonori devi andare oltre, come questi oggetti di elettronica che abbiamo e che creano i suoni più alti. Questi non sono pezzi tradizionali. Quindi questo è quello che faccio dietro le quinte di "Nemesis"!

Posso mettere tutto il mio corpo qui dentro ed è un sacco divertente, e puoi fare un sacco di effetti sonori grazie a questo, e le reazioni del pubblico sono buone ogni volta.

Alcuni altri effetti sonori che abbiamo sul tavolo sono suoni che, per esempio, se vuoi fare il rumore dei passi di qualcuno che indossa le scarpe hai le scarpe, ma dobbiamo ricreare suoni che non necessariamente abbiamo. Uno dei miei preferiti è il suono del treno. Usiamo i maccheroni al formaggio, e la marca dev'essere Kraft Macaroni and Cheese di tipo standard, non puoi avere nulla di organico o di forme differenti, ed è questo ciò che conta. Questo invece è il fischio di un treno che devo fare io. Il rumore è questo qui. Ed è spassosissimo, e una sorpresa per la gente.

Un altro dello stesso tipo è questo libro per bambini piccoli, che è quello che usiamo per creare tutti i rumori che fa il fuoco. Funziona così. E per magia abbiamo il fuoco. Quest'altra cosa qui cerchiamo di evitarla, perché rovina la tensione.

Abbiamo la porta, ed è una piccola porta che crea lo stesso suono di un portone, perché basta solo che George monti tutti questi effetti sonori insieme e li porti ad un altro livello. Ed è figo.

Questo qui è difficile da usare, ma è importante. E' una Creep Box, un altro effetto sonoro standard per i Foley Artists, e l'abbiamo completamente fatto noi. Quando i personaggi vanno in qualche posto spaventoso, la Creep Box imita gli scricchiolii.

E, cos'altro abbiamo qui? Abbiamo alcuni oggetti fighi che in origine erano giocattoli. E questo è un altro oggetto che alla gente piace. Avete presente quando state rasando qualcosa?

E vi faccio vedere la macchina del vento. Sempre fatta dalla compagnia. Ci si diverte un sacco.

Link utili:

La storia di Jack Foley