La complessità del genere (mia traduzione)

La mia ultima traduzione dell'anno viene sempre da It's Pronounced Metrosexual, ed è la traduzione del discorso che Sam Killermann ha fatto a TED rispetto al genere. Ho deciso di tradurlo dal momento che, per dirla a parole sue, è un discorso breve, umoristico, talvolta in rima che fa una dissezione del genere per renderlo digeribile, e lascia con una comprensione maggiore di qualcosa che la maggior parte della gente crede di conoscere e non conosce.

Link all'originale: qui.


IL MIO DISCORSO A TED: COMPRENDERE LA COMPLESSITÀ DEL GENERE

Ho avuto l'onore di essere invitato di nuovo a tenere un discorso a TEDx, e me l'hanno lasciato fare sul genere. Potete guardare il video qui sotto, e vedere come cerco di condensare centinaia di pagine del mio libro in sedici minuti di parole comprensibili, gradevoli e talvolta in rima. Quale parte preferite? Avete qualche feedback? Fatemelo sapere nei commenti!

 

Ve lo trascrivo qui (all'incirca, l'ho solo copincollato dai miei appunti):

Non sono gay, davvero. Ma mi ritrovo a dirlo molto spesso. In effetti, potreste spingervi al punto da dire che professionalmente non sono gaio. La mia vita ruota attorno a un cabaret sulla giustizia sociale chiamato It's Pronounced Metrosexual. Ecco la cosa buffa: ciò che mi ha spinto a mettere in scena questo cabaret, e ciò che spinge la gente a dare per scontato che io sia gay, non ha nulla a che vedere con la mia sessualità. Ha a che vedere con il modo in cui esprimo il mio genere.

Il genere e la sessualità sono due concetti separati, come paragonare mele e arance gay. Non significa che non ci sia correlazione tra le due cose (perché c'è), ma è importante comprendere che si sviluppano indipendentemente l'una dall'altra. E oggi io vi parlerò del genere, non della sessualità. Abbiamo imparato tutti cosa sia il genere da bambini, ma quello che impariamo è una concezione estremamente limitata di un concetto che in realtà è illimitato.

Il genere come ce lo insegnano

Ciò che ci insegnano da bambini, beh, è semplicemente incompleto. Sono parti di un'immagine, ma non sono la scena completa. Nel caso ve lo siate persi da bambini, o non siate cresciuti negli Stati Uniti, lasciate che vi faccia un rapido resoconto del genere come ce lo insegnano qui. Magari vi ci riconoscerete.

Prendete tutte le persone e dividetele in due gruppi, i ragazzi a sinistra e le ragazze a destra. Ragazzi, iniziamo da voi.

I ragazzi sono aggressivi, impetuosi, bravi in matematica, e amano il colore blu. Si sporcano sempre, sono rozzi e ruvidi, fanno un sacco di sport e non stanno mai a casa. I loro giocattoli sono camion, soldatini e lego, ma tanto li romperanno tutti quanti, perché i maschi devono fare i maschi. Quando crescono i ragazzi possono diventare quello che vogliono. Il mondo è la loro ostrica, e che lo capiscano o no, è una loro scelta fare un buon uso di questo privilegio che è limitato solo ai ragazzi, per il loro cromosoma y. Non c'è nessun ostacolo troppo grande, nessun obiettivo troppo lontano, tranne se vogliono fare gli infermieri, perché è una cosa da gay.

Le ragazze sono passive, docili, si prendono cura naturalmente cura degli altri, amano il rosa e sono nate per essere brave a cucinare. Odiano gli insetti e amano gli abbracci, e sono brave a passare l'aspirapolvere sui tappeti. Le fai felici con bambole, borsette e trucco, e quando i ragazzi giocano ai videogiochi le ragazze preferiranno giocare con la lacca. Le ragazze crescono per diventare mamme, lasciando tutti gli altri lavori ai papà. A meno che non vogliano essere una maestra, un'infermiera, una segretaria o una commessa.

Ora, quanto ho descritto senza dubbio si applica ad alcuni di voi. Sì, c'è gente per cui queste descrizioni finiscono con l'essere veritiere. Il problema qui sono le opzioni, e se avete contato ne abbiamo solo due. Due opzioni per descrivere ogni singola persona in questa stanza, ognuno di voi. Due opzioni per descrivere ogni singola persona al mondo, sette miliardi di persone, semplificate in due.

Il genere com'è veramente

Come avrete probabilmente intuito, il genere in realtà non è così semplice. In effetti, esistono altrettante versioni del genere quanti sono gli individui in questa stanza. […]

Il vostro genere non è una decisione. La maggior parte delle volte neppure lo vedete. È come avere gli occhi: se avete gli occhi, sapete di averli, anche se non potete dire di preciso quando l'avete compreso. Se ve lo chiedono potreste dire di aver sempre saputo di averli, ma sarebbe una bugia. Spesso neppure ci pensate ai vostri occhi, ma sono sempre lì, e il loro impatto sulla vostra giornata è enorme. È attraverso i vostri occhi che voi vedete il mondo, e in molti modi gli occhi hanno un impatto su come il mondo vede voi. Gli occhi azzurri sono autentici. Gli occhi marroni sono piatti. Gli occhi verdi sono speciali. Ma noi lo sminuiamo considerandolo stupido, che solo perché qualcuno è nato con gli occhi azzurri sarà onesto. Ed ecco dove questa analogia si interrompe: noi assegniamo un genere basandoci su pochi tratti con cui una persona è nata. E basandoci su quell'identità attribuita, ci aspettiamo che qualcuno cresca comportandosi in un determinato modo o finisca per diventare una determinata persona.

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Cosa significa essere alleati di una minoranza?

Buon pomeriggio a tutt*!

Come vi avevo anticipato, ho pronta una traduzione per la fine dell'anno 😉 Ringrazio It's Pronounced Metrosexual per aver pubblicato un altro articolo istruttivo e interessante, e lo metto subito a disposizione anche per chi non mastica l'inglese ma si interessa di minoranze discriminate, vuole farsi una cultura, informarsi e magari iniziare l'anno nuovo acquisendo più capacità di empatia. Vi consiglio di andare sul link originale (che vi metto qui sotto) per vedere le vignette, secondo me sono molto carine.

Link all'originale: qui.

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Dottoressa House = più odiosa?

Come ormai tutti saprete, a meno che non siate incappati nel mio blog da poco, io sono un po’ tanto misantropa e non mi dispiace di leggere o vedere personaggi misantropi in fiction, sia che si tratti di psicopatici sia che si tratti di persone comuni molto diffidenti e con un passato oscuro alle spalle. I primi mi interessano anche se non mi identifico, nei secondi posso identificarmi oppure no a seconda di ciò che gli è successo e della gravità della cosa.

La misantropia affascina in generale per un sacco di ragioni: è il contrario di ciò che ci hanno insegnato fin da bambini, ha tratti in comune con l’eroe Byroniano, entro certi livelli è più diffusa di quel che si direbbe e significa spingersi oltre la linea di confine del comportamento considerato accettabile, o per lo meno forzare i limiti. Spesso è una peculiarità data ai cattivi, eppure può essere data anche a personaggi buoni o simpatetici, degli Anti-Heroes geniali e tormentati alla Dottor House. Però, quanti misantropi simpatetici vi vengono in mente che siano uomini, e quanti ve ne vengono in mente che siano donne?

Right. Quasi sempre, se un uomo è odioso/sarcastico/gelido/egoista/disprezza gli altri e si isola sdegnoso, può ancora essere un personaggio che piaccia al pubblico a patto che sia anche forte, intelligente, acuto e con un passato angstico. Cambiategli sesso e vedrete che non è così, perché le donne sono educate ad essere gentili, docili, sorridenti, disponibili, servizievoli, affettuose e carine con tutti. Se un personaggio femminile manca di queste qualità “imprescindibili”, a meno che non abbia una caratterizzazione che spacca (Smilla Jasperson! *O*), sarà odiato ed etichettato come una “zitella acida” e una “stronza” per le stesse cose che ad un uomo daranno le etichette di “stronzo” ma anche di “figo”, uno che “sa osare e dire le cose come stanno”.

Facciamo la prova del nove? Volentieri. Prendiamo alcune delle mie citazioni preferite della prima serie di Dr. House MD, dato che io lo considero l’apoteosi della misantropia simpatetica:

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Come parlare ai vostri figli dei genitori gay (mia traduzione)

Eeeeeeyup! [/Big Macintosh mode] Ancora traduzioni per oggi (e vi faccio un piccolo spoiler: ne ho una in programma anche per la fine dell'anno), e di un articolo di Jerry Mahoney, blogger e papà gay.

In effetti potete trovare una traduzione dello stesso articolo sul blog di "Le cose cambiano", ma ho deciso di postare la mia perché l'ho tradotta e tenuta in serbo per diverso tempo, da prima che apparisse su quel blog, e… perché con tutta la modestia del mondo la trovo un buon lavoro, e non mi piaceva l'idea di lasciarlo nel dimenticatoio.  

Naturalmente potete anche discordare con me, e andarvi a leggere l'altra traduzione per un confronto. O potete discordare con con Jerry Mahoney. L'importante, as always, è l'argomentazione delle proprie tesi e una ripassata generale al Regolamento di questo blog, che è sempre una cosa positiva. 

L'articolo originale lo trovate qui

NOTA: La iella non muore mai, davvero… mentre creavo questo intervento, Jerry Mahoney ha già editato svariate volte l'originale, cambiando delle parole e delle frasi qui e là. Alla fine ho mandato a quel paese gli aggiornamenti, perciò la mia traduzione (come quella di "Le cose cambiano") ha qualche differenza perché è basata su una versione più vecchia dello stesso articolo. Il senso generale è ancora lì, e si possono ancora confrontare, ma volevo avvisarvi. 

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