Ricetta del “sughetto”

Me: Io… togliti dalla tastiera!

Io: Ti ho detto di no!

Me: Non sei in condizione di scrivere un articolo del genere!

Io: Tu sì, invece, eh?

Me: Per lo meno io non sto andando avanti e indietro per la cucina da mezz’ora borbottando “ansiansiansia” e “korukorukoru”!

Io: … “korukorukoru” te lo sei inventato.

Me: Poco ci manca che non cominci a farlo, secondo Me.

Io: Sono calma. Lo giuro! *Inspira dal naso ed espira dalla bocca* Buongiorno a tutti i gentili lettori. Oggi abbiamo intenzione di parlarvi di qualcosa che ci ha accompagnate (pur standosene un po' sullo sfondo) per tutta l’infanzia, la preadolescenza e l’adolescenza, qualcosa che ci diverte anche se non ce la spassiamo a mille all’ora. Ma chissene, in fondo. Cucinare è una cosa utile da imparare, può essere una rottura di nervi ma può essere anche un mezzo per coccolare gli altri, per stare insieme e cementare un legame, e per sentirsi fiere del proprio operato con l’idea di aver fatto un altro passo verso la maturità.

Me: Grazie per il discorso splendente. Quello che Io si è dimenticata di asserire con forza nell'impeto della sua passione è che non dovete aspettarvi lezioni di cucina da chef, perché la nostra conoscenza e abilità in materia, rifacendosi al sistema metrico decimale, si può classificare come un “almeno non moriamo di fame”.

Io: Però siamo quasi morte dall’ansia per scegliere la ricetta con cui inaugurare questa rubrica.

Me: ‘Siamo’?

Io: DETTAGLI!

Me: Diciamo che la cosa ci ha dato un po’ da riflettere, sì, finché non abbiamo pensato che la cosa più intelligente fosse cominciare con un piatto di nostra invenzione. Questo è giusto per farci conoscere, per accontentare un po' i gusti di tutti e per offrire qualcosa di originale, almeno la primissima volta. Sempre ammesso che le ricette a base di pasta, verdure e carne possano ancora definirsi 'originali' nel XXI secolo. 

Io: Per quanto vi riguarda sentitevi liberi di chiamare il piatto come volete, noi lo definiamo “il sughetto” anche se il sugo non c’è. E vabbé, un sacco di gente ci ha detto che tutto sommato è meglio così, con un sugo sarebbe stato bello pesante da digerire.

Me: Beh, non è che mandar giù il sughetto di per sé sia una passeggiata…

Io: Ma che palle, Me, vuoi allontanare i lettori già alla prima lezione? Vi giuro che è buono!

Me: Non ho detto che non sia buono, voglio solo mettere in chiaro che è un piatto completo. Può essere adatto sia per una cena informale sia per una cena rapida sia per una cena con una famiglia allargata, e a seconda delle dosi può saziare un bel po’ di ospiti. … Sì, attenti alle dosi, è una droga.

Io: Non è una droga, è un semplice piatto di cucina italiana, e intanto ci stiamo sbrodolando con un’introduzione infinita, e la mia ansia sale! Vabbé, vi basti sapere inoltre che è un piatto per tutte le stagioni meno l’estate, e adesso…

Me: … Grazie a nostra zia per averlo cucinato la prima volta e grazie al nostro cervello condiviso per aver dedotto che senza salsa sarebbe stato ugualmente buono.

Io: CAZZO! Porgo le mie scuse a mia zia per non averla accreditata prima.

Me: Bene, allora cominciamo?

Io: Sissignora! 

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“Non lasciamoci servire merda su un vassoio d’argento”. E io quoto (con riserva)!

Oggi faccio un tuffo nel passato e decido di ricordare i bei tempi in cui ero giovane, inesperta e dolce come una pigna nel culo frequentavo il forum Anti Twilight italiano. Posto che mi ha insegnato molte cose, devo ammettere, e alla cui utenza sarò debitrice in secula seculorum. Specialmente i primi due anni abbiamo fatto conversazioni molto interessanti, combattuto contro bimbeminkia dai denti a sciabola e aperto topic che mi piacerebbe commemorare a dovere.

Ed ecco una cosa da commemorare, just for starters: una discussione in cui veniva riportato un articolo splendido pubblicato in origine da… qualche altra parte xD e che se mi indicate la fonte la aggiungo volentieri, trovo corretto attribuire la paternità intellettuale quando so quale sia di preciso. 

Alla me quindicenne che tentava di schiacciarsi in uno stereotipo o nell'altro per essere accettata fece un grande effetto; mi fece capire che certe sensazioni che stavo ricacciando indietro per non sentirmi più inadeguata erano lecite e andavano coltivate. Mi fece capire che in me non c'era nulla di sbagliato e non ero sola. Anni dopo, trovo abbastanza esagerato il fervore di chi ha scritto — ha rispettato anche la legge di Godwin, per dire ^^''''' Magari si possono esprimere gli stessi (ottimi) concetti con più calma e accaparrarsi più uditori/lettori/spettatori/whatever, essere meno drastici, meno estremisti, meno anarchici, voler scioccare di meno ad ogni costo. Dopotutto tentare di trovare una via d'espressione quanto più possibile pacifica non significa tradire se stessi, finché si mantiene il contenuto interessante nella forma e coerente con i propri ideali nella sostanza. 

Ma ancora adesso, sono convinta che grazie a discussioni nate da post di questo tenore e grazie ad alcun* utenti che ho incontrato lì, io abbia capito che tipo di persona ho intenzione di diventare. 

And now… finiamola con le introduzioni e lasciamo la parola all'Anonimo del Sublime a chiunque abbia scritto originariamente questo post. 😛 


NON LASCIAMOCI SERVIRE MERDA SU UN VASSOIO D'ARGENTO

Iniziamo con una domanda…
Quanti di voi conoscono il nome di Leonardo da Vinci?
Immagino ci siano molte mani alzate…(metaforicamente parlando).
Immagino anche che sappiate che fosse un grande pittore, ed un genio.
Ma…andiamo sul difficile…quanti di voi sanno esattamente perché Leonardo da Vinci sia considerato un grande pittore ed un genio?
Quanti di voi sanno che, oltre che un grande pittore, è stato anche un grande architetto, scienziato, matematico, botanico, saggista, inventore…?
Quanti di voi sanno perché Leonardo da Vinci sia stato un innovatore? Quanti di voi sanno perché la sua arte è più apprezzabile di quella di uno qualsiasi dei suoi contemporanei meno illustri (non contando quindi, ad esempio, Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio)?
Immagino che ora ci siano molte più mani abbassate…la cosa non mi stupisce…

Ora, perché questo discorso? Per dimostrare che voi siete ignoranti, ovviamente inteso nel senso di colui che ignora qualcosa e non di uno stupido, e io sia acculturato?

Ovvio che no. Tanto per farvi capire, ho usato l’esempio di Leonardo da Vinci perché sto studiando il Rinascimento, tra i cui maggiori esponenti figura, appunto, Leonardo; ovvio che io ne sappia più della maggior parte di chi va ancora per esempio alle medie o di chi non ama l’arte o il rinascimento o di chi semplicemente crescendo se lo sia dimenticato, o a cui non si sia mai insegnato molto sull’arte, questo non è tanto sorprendente; così com’è altrettanto ovvio che io ne sappia meno di chi questa materia la insegna, e di chi si specializza nello studio del Rinascimento, e anche di chi ama documentarsi a fondo sulla vita di Leonardo da Vinci.

Quindi il punto qui non è chi è più o meno ignorante.

Il punto è che, se qualcuno inizia a parlare di Leonardo da Vinci, tutti sanno che era un genio, e tutti sanno dire che era un grande pittore.

Ma molte poche di queste persone, probabilmente, sanno perché dicono questo; alcune di loro probabilmente non hanno mai visto un dipinto di Leonardo, né dal vivo né su un libro, e/o non si sono mai soffermate ad esaminarli per capire esattamente come mai siano tanto apprezzati.

Quello che fanno, invece, è ripetere un’opinione comune, una frase fatta, una cosa quasi universalmente condivisa poiché sicuri di non poter essere nel torto.

E perché accade questo?

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