Sulla purple prose, beige prose e scrittura trasparente

Ebbene sì, oggi torniamo a parlare di consigli sulla scrittura! =D Mantengo la mia promessa di fare un articolo dedicato interamente allo stile –in particolare a tre stili diversi, per capire quando sono utili e quando fanno danno.

First of all, conoscete la mia opinione sullo scrivere narrativa: lo stile va curato e affinato con gli anni, non è nulla da dare per scontato “xk si nasce imparati!!!!!!!!!!!!111” o perché “io volio scrivere mi pare come hoh il mio stile!”. È una cosa troppo importante per essere liquidata come una preferenza soggettiva e "una affermazione della propria individualità" (giuro, ho sentito gente fare discorsi del genere), e senza un’adeguata preparazione finirete per non avvincere nessuno e i vostri lettori non supereranno mai la sospensione dell’incredulità. Leggeranno il vostro libro con la sensazione di non stare facendo altro che leggere un libro, anziché venir catturati dalla narrazione, seguirne interessati gli avvenimenti, affezionarsi ai personaggi e sentirsi parte dell’universo che avete creato. 

Morale della favola? Anche in questo caso dovete studiare (lo so, poveri voi ;P Ma nessuno ha detto che fare gli scrittori sarebbe stato facile, no? … Okay, qualcuno lo ha detto, ma non statelo a sentire °///////////°), e una delle prime cose da imparare mentre si sta ancora cercando il proprio personalissimo stile è la differenza tra purple prose e beige prose.

Continua a leggere

Sulle scene di sesso (e quoto di nuovo Tommykaine)

Ah, le scene di sesso. Una delle cose più difficili da scrivere sia per autori vergini sia per autori con esperienza perché sembra che le parole non siano mai abbastanza adeguate, una delle cose più controverse da scrivere nei libri per ragazzi (i ragazzi devono sapere, ovviamente, ma come fare a non traumatizzare i loro genitori che preferirebbero chiudere gli occhi sul loro sviluppo fisico e sessuale a non traumatizzarli da esserini innocenti e indifesi quali sono?) e una delle cose che fa più incazzare il 90% dei ragazzi, maschi e femmine, se viene omessa con una riga bianca lasciandoli a bocca asciutta; una delle cose per cui la purple prose e la beige prose possono sbizzarrirsi alternativamente, e la Mills and Boon Prose non ne parliamo; una delle cose per cui su Fastidious Notes si scatenano quando una Vestale cerca di scriverne in maniera poetica o drammatica; una delle cose che, be', c'è il rischio che chi legge il vostro libro finisca per non parlare d'altro, se la scrivete da cani o se la scrivete a meraviglia. Poi ci sono quelli che leggono il libro esclusivamente per le scene piccanti, e vabbé

Insomma, anche se per il vostro personaggio potrebbe non essere *così* importante, o potrebbe non esserlo per l'economia della storia, sappiate che è un argomento che scotta, e di sicuro la vostra scena non passerà inosservata, perché il modo in cui ne scrivete può portarvi sulla vetta più alta o farvi sprofondare. 

Premesso questo, adesso vi darò i miei consigli, estrapolati qua e là sul web/ragionati e digeriti da me medesima, e concluderò con un post di Tommykaine su un aspetto particolare del sesso visto in fiction. Il suo discorso si riferisce alle fanfiction, è vero, ma ritengo che sia applicabile senza troppo sforzo anche ai libri. 

Avvertenza: Niente sconcerie da qui in avanti, o almeno non troppe. Lo scopo qui è parlare di come scrivere in maniera realistica di sesso, discutendone da lettori e da scrittori, non di invitare l'umanità ad andare con la prima persona che capita, a non rispettare i propri limiti e a non informarsi sulla faccenda prendendola alla leggera. 

This said, let's begin. 

Continua a leggere

Recensione | Romanzo | Cinquanta Sfumature di Grigio

Titolo originale: Fifty Shades of Grey  
Autrice: E. L. James (Erika Leonard)
Genere: Romanzo erotico
Anno di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Mondadori (in Italia), Vintage Books (nel Regno Unito)
Lingua originale: Inglese
Traduzione: Teresa Albanese
Pagine: 680

Quando ho fatto il corso di dizione, le mie insegnanti mi dicevano sempre di respirare col diaframma. L’inspirazione avveniva dal naso, l’espirazione dalla bocca, e questo esercizio, se fatto troppe volte, poteva provocare nella migliore delle ipotesi un capogiro e nella peggiore uno svenimento.

Io ho rischiato di svenire molto spesso, ahimè, per la respirazione diaframmatica. E sto rischiando di svenire anche ora: non faccio altro che inspirare ed espirare per darmi coraggio, per appoggiare le dita su questa stramaledetta tastiera e mettermi a scrivere la recensione di “Cinquanta Sfumature di Grigio”. *Scuote la testa a destra e a sinistra e strabuzza gli occhi nel tentativo di riprendersi* Vabbé, partiamo dalle basi.

La trama ufficiale:

Una ragazza prossima alla laurea, Anastasia “Ana” Steele, deve intervistare il giovane pezzo grosso di un’azienda multimilionaria che finanzia la sua università, Christian Grey. Si invaghisce di lui in men che non si dica, e sebbene la nostra Ana sia una ragazza qualunque, ingenua e scialba, lui pare ricambiarla. Piccolo problema: l’unico modo che Christian conosce per instaurare una relazione è attraverso il sesso, in particolare attraverso il BDSM. Anastasia accetta di provare e scoprirà cinquanta sfumature di tenebra nell’animo tormentato del suo uomo.

La trama come la vedo io: 

La versione ventunenne di Bella Swan incontra la versione ventisettenne di Edward Cullen, e nel libro scoperanno, fotteranno e chiaveranno. E tromberanno persino. Per rendere la storia piccante l’autrice ci ha piazzato dentro il BDSM trattandolo in una maniera oscena, ma per il resto la relazione tra i due personaggi è identica a quella in “Twilight”: abusiva e fuori controllo.
Ed ecco a voi il libro che ha venduto con più rapidità di Harry Potter.

Continua a leggere

Angolo delle citazioni (parte 2) (Anne Rice)

Introduzione a questo articolo: 

So che negli ultimi tempi, considerando l'exploit della sega saga di Twilight, di sentir parlare di vampiri non se ne può più. Purtroppo adesso i vampiri sono diventati sinonimo di "gnokki", "principi azzurri", "bad boys da redimere", e non riesco ad elencare tutte le volte che ho praticato headdesking perché la Meyer confondeva gli Incubi con i vampiri, chiamava i lobisomen "libishomen" (s'è informata solo quando Bella ha fatto una ricerca, su sua stessa ammissione…) e diceva di trovare l'horror vampiresco "stupido" (cazzo ne scrivi a fare, allora?). Diamine, no, lei aveva voluto essere originale. Niente più vampiro brutto e cattivo che vuole mangiare l'indifesa umana e muore alla luce del sole, meglio essere originali. Molto più originale è avere il figo tenebroso di turno che si innamora della ragazza nuova, non è vero? E in quanto allo sbrilluccicare al sole come una palla da discoteca ambulante e emofaga, be', è a parer mio ridicolizzare una figura leggendaria anziché "rivalutarla e portarla nella luce". 

Perché, sì, i vampiri sono protagonisti di leggende antichissime, e scriverne può essere molto interessante, stimolante e sensuale. Sono il male che attrae e respinge, sono presenti in una qualche forma in tutte le culture del mondo (in Cina si crede che possano uccidere con il soffio, in Africa esistono le obayifo), e possono offrire un'ottima occasione per discutere di Dio, della dannazione, della follia, di psicologia, di sessualità umana, di cosa significhi vivere in eterno. C'è chi ci riesce, come la signora che sto per presentarvi.

Nota in calce: 

Mi raccomando, però. Se avete meno di quattordici anni, o siete particolarmente sensibili/impressionabili quando si tratta di tematiche complicate, o avete problemi a distinguere la fantasia dalla realtà o pensate/i vostri genitori pensano che se leggeste tematiche complicate diventereste degli psicopatici chiudete la pagina. E se volete continuare non ditemi che non vi avevo avvertiti ^^'''''''''. 

Parte 2: Le Cronache dei Vampiri di Anne Rice

Continua a leggere