Come creare un’eroina femminista (consigli ragionati e digeriti dalla sottoscritta)

NOTA: Questo articolo è nato proprio per caso, I must confess. Stavo cercando di rispettare la "tabella di scrittura" che mi ero data e l'idea mi è balzata in testa senza più andarsene. Così mi sono detta "Perché non fare un tentativo?" =) 

Si è detto molto sul femminismo, sul perché sia importante dare pari opportunità alle ragazze e alle donne anche nelle forme d'arte come letteratura e teatro e tv e cinema, e di sicuro anche io ho ancora molte cose da scoprire; tuttavia, credo di aver recepito almeno i punti cardine del femminismo e di poterli trasmettere ad altri, di saper andare al di là dello stereotipo della femminista "zitella acida assatanata, lesbica butch e infervorata contro gli uomini", così come credo di saper andare al di là dello stereotipo dell'eroina che per essere "forte" e "moderna" dev'essere un'invincibile dea dell'azione. Considerate dunque quello che segue come opinioni personali solo fino a un certo punto, e in ogni caso spero che troviate utili i miei suggerimenti. And as always, se volete sfoderare le tre C siete i benvenuti, purché rispettiate il Regolamento


PARTE 1: CARATTERIZZARE L'EROINA, DARLE UN RUOLO NELLA STORIA E DEGLI OBIETTIVI

  1. Quando dovete descriverla, evitate di focalizzarvi sulla sua bellezza. Per secoli le donne non sono state considerate degne di nota se non per quella, assieme a virtù quali il tenere gli occhi bassi nel parlare con un uomo, il farsi i fatti propri, l’essere silenziosa e sorridente e servizievole, e l’arrivare vergine al matrimonio perché si credeva (e si crede tuttora) che le donne che concretizzavano e non repellevano le proprie pulsioni sessuali fossero dei demoni lussuriosi privi di umanità e di un’etica. Non sto dicendo che la vostra eroina non debba essere bella pena l’antifemminismo (è a discrezione vostra decidere se lo sia o no); sto dicendo che se fosse la prima cosa che gli altri menzionano di lei, o quella su cui si soffermano maggiormente a dispetto dei suoi meriti individuali tipo l’avere una memoria di ferro e/o inventare racconti comici fenomenali e/o il disegnare benissimo, sarebbe davvero squallido, perché verrebbe svalutata in quanto persona e calcolata per qualcosa di superficiale ed effimero, e di neppure eterno. Focalizzarsi sulla bellezza di una ragazza nel valutarla inoltre la oggettifica, non è poi tanto diverso dal valutare quale sia l’automobile più bella da sfoggiare per fare colpo su chi di dovere, o dal comprare un libro grazie alla sua bella copertina invece di badare alla trama, al prezzo, alle recensioni, eventually a chi l’ha scritto e così via. La bellezza fisica non è un merito, è una fortuna data a caso da Madre Natura, ed è una fortuna che col tempo si può pure perdere, a causa di incidenti, malattie o il semplice invecchiamento. Peggio ancora sarebbe se sfruttaste lo spazio che avete a disposizione per caratterizzarla parlando minuziosamente di quello che indossa e della sua acconciatura o facendo descrivere il suo splendore da milioni di spasimanti, dato che qui l’antifemminismo incontra la Marysuaggine – Fastidious docet come al solito. In ultimo ma non meno importante… la bellezza può essere soggettiva, e a volte conta molto di più il fascino. Lo dimostra il fatto che esistono persone che a prima vista non mi hanno detto nulla, ma a mano a mano che ci parlavo sono diventate insospettabilmente attraenti, e pure parecchio, fino a quando non ho finito per considerarle fighissime sia dentro che fuori. Create una persona anziché creare una bella statuina o una realdoll. Per approfondire vedi Sui personaggi, in particolare quando parlo del nocciolo del personaggio e del suo aspetto. 

​E per deprimerci un po' riguardo a questo aspetto, facciamo qualche esempio da facepalm: 

Esempio 1:

"Oh well," I said lightly, relieved that my thoughts were still my own. "I guess my brain will never work right. At least I'm pretty."

Mia traduzione perché non mi ricordo le parole esatte dalla versione italiana: 

"Oh, beh" dissi con leggerezza, sollevata che i miei pensieri fossero ancora privati. "Immagino che il mio cervello non funzionerà mai come si deve. Almeno sono bella."

Bella Swan subito dopo essere stata trasformata in vampira, preso dallo sporking di Mervin

Esempio 2:

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo.

Lo dico per esperienza personale: è dura guardarsi allo specchio e accorgersi dell’orribile difetto di avere gli occhi troppo grandi. Si vede il tocco della grande Scrittrice che non costruisce un personaggio perfetto, ma aggiunge quei piccoli difetti in modo che ognuna si possa identificare!

Dalla recensione di Gamberetta di "Nihal della Terra del Vento"

Esempio 3:

In questo video mettete a 04:29 e guardate fino a 05:21 (la prima parte del film indiano "Vivah"): 

Dite la verità, hanno dato più peso al fatto che Poonam stia per laurearsi in economia e si occupi di tutta la contabilità della casa (ossia le sue capacità individuali come persona, le sue conoscenze, la sua cultura) o al fatto che sia una gran gnocca il cui onore verso la famiglia consiste nello sposarsi e mettersi tanti bei gioielli che arrecano gioia all'anima (ossia il suo aspetto fisico e la sua dote in beni materiali, da femmina-oggetto qual è)? Il commento di suo zio sulla laurea imminente sembra quasi un afterthought, come se gli autori di questo film volessero dire "Visto? Le ragazze indiane di oggi possono studiare!", ma a conti fatti lo zio avrebbe potuto anche non menzionarlo, dal momento che il gioielliere ospite non ha cagato di striscio il commento.  

Ugualmente degna di interesse, se decidete di guardare ancora il filmato almeno fino a 06:21, è la svalutazione della cugina-sorella adottiva di Poonam, Choti, che nessuno vuole sposare perché ha la pelle troppo scura (dunque è meno attraente della cugina), parla troppo (quindi è fastidiosa, le donne dovrebbero essere belle e tacere), ama ballare e divertirsi ed è mille volte più spiritosa e indipendente e con una personalità rotonda della protagonista (ergo non è abbastanza femminile). 

Esempio 4:

A quanto pare in questa pubblicità della TIM del 2009 Belen Rodriguez ha fatto un errore (il modello della macchina non faceva trazione posteriore, thus lei non avrebbe potuto dire "Però la retromarcia funziona, no?"), cosa segnalata anche da qualche utente che ha assistito alla scenetta. (Scommetto quello che volete che è stato un errore intenzionale nello script per far apparire la donna protagonista della situazione stupida e inetta, specie se si tratta di automobili.)

La controrisposta qual è stata?

MA A VOI ORMAI INTERESSA PURE COSA DICE BELEN? CIOè LA GUARDI E PARLA DA Sè……PORCA MISERIA QUANT'è BONA .. è PERFETTA NON HA DIFETTI DI BELLEZZA ,UNA DELLE PIù BELLE DONNE DEL MONDO(dp kate moss e qlkn altra)

  1. Appurato che la vostra eroina abbia altro rispetto a un bel visino, occorre parlare della sua intelligenza e della sua sensibilità. Se è l’eroina della storia, a meno che non stiate scrivendo in chiave comica o drammatica di come si cacci nei guai a causa del suo basso Q.I., devo supporre che la vogliate intelligente. Innanzitutto definiamo qualche termine, shall we? Secondo il dizionario di corriere.it, l'intelligenza è "Intelletto, ingegno; prontezza e vivacità di mente; abilità e perizia nel fare qlco."; fin qui tutto bene, ma tenete presente che l'intelligenza non è data una volta per tutte, ed è qualcosa che va sviluppato, sennò si atrofizza. Il che significa che la vostra eroina, per dimostrare di essere intelligente E femminista, deve allenare la sua mente studiando quello che le interessa e spaziando un po’ in altri campi, invece di considerare la cultura solo un orpello che la rende più noiosa o solo un mezzo per attirare un uomo ricco. Naturalmente la cultura può anche non venire dai libri, ma dall’esperienza diretta, dalla strada o da quello che volete voi, a seconda di che tipo di background, di evoluzione e di indole lei abbia; l’importante è che l’eroina dimostri inoltre un temperamento sensibile, ovvero sia "Incline, per natura o per educazione, a recepire stimoli di carattere intellettuale, emotivo, etico o estetico"; L’importante è che l’eroina riconosca i pregi di una cultura e si dia da fare per ottenerla; questo dimostrerebbe anche che lei tenda al bene – in base ai significati di intelligenza e sensibilità dati qui sopra, la cultura le permette di riconoscere cosa sia il bene, di esercitarlo, di analizzarlo e di trasmetterlo agli altri. Notate bene che essere intelligenti e sensibili non significa essere perfetti, ma può significare rialzarsi dopo una caduta, ammettere i propri sbagli e tentare di migliorare.

​Facciamo qualche esempio più o meno riuscito di eroine intelligenti e sensibili: 

Esempio 1: Matilde Dalverme

Matilde è uno degli esempi migliori per illustrare questo concetto. E' una bambina britannica di sei anni che vive con due genitori idioti e ottusi, fissati con le futilità, la televisione e l'ingannare la gente, e che nonostante questo riesce ad avere una mente vivace e brillante, ad imparare in fretta e da autodidatta. Le viene detto che è una chiacchierona fastidiosa che non dovrebbe farsi né vedere né sentire, ma a conti fatti lei riesce ad essere impermeabile a tutto ciò e a proseguire per la sua strada affinando i suoi talenti — un'abilità fuori dal comune per i calcoli matematici e un amore per la lettura che le consente di essere colta e sensibile (ossia di non lasciar correre le prepotenze sui più deboli, di riconoscere che il padre guadagna denaro sporco e di avere dei valori che non le sono stati inculcati in famiglia). 

Il suo cervello superdotato impazzisce di noia in una classe di prima elementare, perciò a un certo punto Matilde sviluppa dei poteri telecinetici che piega al servizio della sua causa (difendere chi ne ha bisogno e dimostrare di essere all'altezza) e che sa gestire con intelligenza e buonsenso, almeno finché la sua situazione non cambia perché lei viene messa a studiare sodo e i poteri scompaiono. 

Matilde ha molte qualità come personaggio, che qui tenterò di riassumere come posso: 

– E' una bambina geniale e sensibile, e di solito non ne vedi tante nella letteratura, specie nella letteratura per l'infanzia; contravviene anche allo stereotipo delle bambine musone e piagnucolose perché ha un certo senso dell'umorismo macabro, come la sua amica Violetta; 

– E' calcolata per la sua cultura, i suoi poteri, il suo coraggio e la sua straordinaria intelligenza e sensibilità anziché per la sua bellezza e il suo prendersi cura degli altri "facendo la mamma"; 

– E allo stesso tempo è una persona davvero gentile e carina (se non la si fa arrabbiare…), che non cerca mai di mettersi in luce, che dimostra tatto e si scusa se ha ferito i sentimenti di persone a cui tiene (succede con la sua maestra, la signorina Dolcemiele); 

– Ha sia un'attitudine per la sfera umanistica (tipica delle donne secondo il luogo comune) sia un'attitudine per la sfera scientifica (tipica degli uomini secondo il luogo comune), si solleva al di sopra di entrambe, sa essere una persona e non una bambina e basta; 

– E' capace di difendersi e di pretendere/ottenere giustizia pure senza usare "la magia" (a differenza di tutti i personaggi femminili che ce la fanno non perché siano forti come individui ma perché hanno qualche potere magico a parare loro il culo, sono fate e streghe e sono sempre in contatto con la Natura), e anche se nel climax usa la sua "magia" (la telecinesi), non lo fa prima di essersi allenata duramente e di aver architettato un piano; 

– E come se non bastasse, i suoi "poteri magici" alla fine non ci sono più, e lei è lasciata a prendersi cura delle situazioni critiche come una persona normale — anche se, ehi, comunque la sua grande cultura e la sua intelligenza e la sua sensibilità straordinarie rimangono. 

E, oh, vorrei farvi presente che è stato Roald Dahl a creare questo personaggio, ossia uno scrittore UOMO, dunque non è per niente vero che il mio discorso sia applicabile soltanto alle scrittrici livorose e infervorate contro il sistema patriarcale/gli uomini non siano capaci di stare dalla parte delle donne. Si tratta ancora una volta della qualità dei personaggi e del dare pari opportunità alle donne giudicandole esseri umani e non vagine ambulanti. Just for the record. u________u 

Se proprio dovessi trovare un difetto in Matilde sarebbe che… è troppo perfetta. Non che non sia una bambina realistica (sennò Wolfgang Amadeus Mozart non sarebbe stato un bambino realistico quando ha cominciato a comporre musica a cinque anni, e neppure Michael Jackson; essere geni non implica l'essere finti), ma quello che intendo io è che non riesco a trovarle un difetto. E' troppo buona, non ha mai uno scatto di ira ingiustificato, non commette mai errori di cui non si accorga e per cui non si faccia perdonare e che non siano minuscoli, non ha stranezze che non si rivelino utili al momento giusto, non ha neppure un briciolo di arroganza o snobbaggine per essere così superiore agli altri, e sebbene sia stata costretta a vivere con dei genitori pessimi e anaffettivi per i primi anni della sua vita non riporta nessuna cicatrice emotiva degna di nota. Dare delle debolezze a un personaggio del genere lo avrebbe umanizzato, anche se sto cercando di trovare davvero il pelo nell'uovo e riconosco l'impresa titanica del cercare di non essere antifemministi e al contempo del cercare di non creare delle Mary Sue — non che sia stato per forza un problema di Roald Dahl, parlo in generale. 

Tornando a parlare nello specifico, Matilde non è una Mary Sue spaventosa. E' un personaggio riuscito, ben fatto, originale, femminista, buono, memorabile, capace di conquistare la stima e l'affetto del pubblico, ma è un personaggio che ami con moderazione e di cui ti ricordi con moderazione, proprio per la sua scarsità di lati negativi. Again, per approfondire consulta ancora Sui personaggi, in particolare la sezione estrapolata da TvTropes sui Tratti Accessibili e i Tratti Ammirevoli. 

Esempio 2: Violet Baudelaire

NOTA: Purtroppo posso parlare solo della Violet del film, perché per una serie di sfortunati eventi non sono ancora riuscita a procurarmi i libri. 

Per chi si fosse perso il film del 2004, Violet, Klaus e Sunny sono tre orfani astuti e ragionevolmente gradevoli che vengono affidati a vari zii dopo la morte dei genitori e passano un guaio dopo l'altro, specie perché sono inseguiti dal malvagio Conte Olaf, che brama la loro eredità e spera ad ogni costo di farli fuori. L'intera opera è pervasa di ottimo umorismo nero, le musiche sono di Thomas Newman, e la maggior parte degli attori recita bene — si va da Jim Carrey a Meryl Streep a Jude Law ai ragazzi protagonisti

Per quanto riguarda Violet, il suo concept è anche più originale di quello di Matilde: tra i tre fratelli Baudelaire, Klaus è un vorace lettore dalla memoria di ferro, Sunny è una bambina con quattro dentini affilatissimi che suscita tenerezza e simpatia per la sua vena sardonica, e Violet è il genio della situazione. Proprio così: è una dei rari pg femminili della letteratura e del cinema che sono state concepite per essere geniali, delle inventrici che in un mondo di oggetti buttati e materiali scartati sanno che "c'è sempre qualcosa" con cui ricavare un congegno adatto per quasi ogni occasione.

In effetti, dal momento che non c'è particolare focus su come le vengano le idee o su dove abbia imparato quello che sa, la Unfortunate Implication potrebbe essere che la sua mente geniale sia una versione amplificata e infighettita del cosiddetto "intuito femminile", ma dati i risultati ci si può passare sopra.

Più fastidioso è che, malgrado la mente che si ritrova, Violet durante il film sia alquanto subordinata a Klaus, che al contrario abbiamo visto studiare e affinare il suo sapere, e che è quello che gestisce la maggior parte delle situazioni conflittuali, comprendendo anche il mistero dell'incendio che ha ucciso i loro genitori e salvando Violet da un matrimonio forzato nel climax 

Quindi diciamo che le premesse di Violet sono eccellenti, ma il personaggio si perde un po', soprattutto verso la fine, e per quanto sia fondamentale nella storia non dimostra le stesse competenze di suo fratello (= un uomo). 

Nel complesso è un personaggio da cui si può prendere spunto, piacevole e abbastanza rispettoso delle pari opportunità. E ancora una volta, è stato un uomo (Lemony Snicket) a partorirla. 

Esempio 3: Hermione Granger ma con riserva

Adesso… per quanto mi riguarda, con Hermione ci sono cresciuta e le sono abbastanza affezionata, ma qui cercherò di giudicarla con obiettività. 

Hermione è stata concepita per essere una ragazza intelligente, tanto da guadagnarsi il titolo di studentessa più brillante del suo anno e da mantenere alta questa nomea fino alla fine della sua carriera accademica. Hermione molto spesso è la voce della ragione, da quando suggerisce che sia stato Sirius Black a inviare una Firebolt a Harry a quando è convinta che Sirius non possa essere torturato al Ministero della Magia da Voldemort ad un determinato orario così sciallamente a quando pensa che Eileen Prince sia il Principe Mezzosangue (okay, nell'ultima occasione non ha indovinato al 100% ma c'è andata molto vicina), eppure Harry e Ron non le danno il credito che meriterebbe finché non viene dimostrato a fatti che Hermione aveva visto più lontano di loro fin dall'inizio. Hermione può essere considerata più matura di loro, dotata di intelletto e buonsenso e di una grande capacità di usare la logica (hello, indovinello sui veleni e sulle pozioni gestito a meraviglia da lei nella Pietra Filosofale). Hermione, come Harry e Ron, è a modo suo una outsider, vittima di bullismo a causa del suo status da secchiona e da Nata Babbana. Da questo punto di vista, è una ragazza valutata per la sua cultura, la sua intelligenza e la sua sensibilità, e per la sua capacità di tendere al bene, dunque corrisponde ai requisiti del punto che stiamo tenendo in considerazione. Se volete continuare a leggere l'analisi, vi avverto che andiamo leggermente OT rispetto a questo punto ma siamo ancora IT per quanto riguarda il femminismo. 

Rispetto a Matilde ha molti difetti che la umanizzano (malgrado le sue doti è più fragile di Harry e Ron, ha dimostrato di essere abusiva verso Ron, è stata capace di ridere di lui, si è vendicata in maniera pesante di persone che le avevano fatto un torto, non ha battuto ciglio quando una ragazza è stata insultata con il termine "vacca" e anzi ha appoggiato chi lo pronunciava e l'ha usato a sua volta contro un'altra ragazza, ha giudicato inferiore e stramba una terza ragazza basandosi solamente sulla reputazione di suo padre e sulle sue convinzioni… proprio lei che in teoria dovrebbe sapere cosa si provi ad essere considerati strambi e inferiori, da Nata Babbana e secchiona qual è) e rispetto a Violet l'abbiamo vista in innumerevoli circostanze mentre sgobbava sui libri.

Il problema con Hermione è che tende troppo dall'altra parte: nonostante sia Harry sia Ron sia lei se la siano vista brutta in vita loro e abbiano un legame molto forte, lei è la più insicura e piagnucolosa e quella che senza i suoi amici si sente peggio (ognuno dei tre finisce isolato dagli altri due almeno una volta nella saga e Hermione è quella meno autosufficiente), lei è quella che rispetta di più le autorità e le regole e ha più terrore di mettersi contro i professori (oh hi stereotipo delle ragazzine che fanno tutto quello che dice mammina/la maestra/papino/chicchessia, a differenza dei ragazzini che pensano con la loro testa), anche a volerle concedere l'attenuante che sappia infrangere le regole e sfidare i professori come la Umbridge e Piton se c'è un buon motivo. 

Inoltre, io non credo che Hermione possa essere considerata "la rivincita delle non belle". Sì, è vero che il suo cervello è la cosa che la caratterizza in maniera più eclatante, ma per come la Rowling l'ha sviluppata non si può dire che Hermione sia "la ragazza bruttina che conquista solo per i suoi meriti individuali e non per il suo corpo". 

– Ha fatto passare tutti i tormenti dell'amore adolescenziale a quel tizio coi capelli rossi [cit.], tizio che, almeno prima del suo Character Development, ha ammesso candidamente di preferire belle ragazze dal carattere spaventoso a ragazze simpatiche e brutte. 

– Ha attratto una superstar del Quidditch di nome Viktor Krum, ci ha rimediato un bacio e lui l'ha anche presa in considerazione come ragazza a tempo pieno. 

– Ha attratto un pallone gonfiato talentuoso a Quidditch di nome Cormac McLaggen e lui ha accettato di uscire con lei. 

– Rita Skeeter, prima che Hermione se la inimicasse, l'ha definita "una ragazza straordinariamente graziosa". 

– A quanto pare nel suo morbido vestito blu pervinca al Ballo del Ceppo con tanto di capelli lisci in una crocchia elegante era uno schianto che ha fatto ammutolire tutti, persino Malfoy. 

– A quanto pare al matrimonio di Bill e Fleur era altrettanto uno schianto, fatto sta che alcuni cafoni per strada hanno fischiato al suo passaggio e le hanno fatto proposte non punto belle [cit.]. 

– Quando Hermione suggerisce a Harry di rassicurare la sua ragazza (all'epoca Cho Chang) sul fatto che lui trovi Hermione brutta, Harry risponde "Ma io non ti trovo brutta" in maniera esterrefatta, come se fosse ridicolo menzionare l'idea. 

E' una colpa essere intelligenti, sensibili e colte ed essere anche attraenti fisicamente? Not at all. Sto solo dicendo che l'indicare Hermione in un certo modo per dimostrare quanto sia femminista non regge. Hermione è un personaggio per lo più neutro, né ottimo per l'ideologia femminista né pessimo, anche se a parer mio oscilla maggiormente verso la parte negativa, e lo dico sebbene in modo soggettivo mi piaccia. 

Ora torniamo ad occuparci dei vostri personaggi, e rispondiamo ad alcune domande di beata ingenuità (Warning: le risposte contengono snarkiness, un po' per ridere un po' perché davanti a cotanta magnificenza divento snarky di mio): 

BEATA INGENUITÀ:

Ma se io creo un'eroina che sa riconoscere ogni singola sfumatura dei colori che fanno tendenza quest'anno, che ha un ottimo gusto per l'arredamento e si inventa un sacco di modi di rendere carino un ambiente con poche cose, che si prende cura degli altri come una madre e che pensa agli altri prima che a se stessa, ho creato un'eroina percettiva, dotata di ingegno e che grazie alla sua intelligenza e alla sua sensibilità sa riconoscere, esercitare e trasmettere agli altri il bene???

Risposta di Me: Posso ridere? 
Risposta di Io: Nì. Nessuna di queste cose è tecnicamente negativa, sono senza dubbio pregi e abilità, e soprattutto per la seconda ci vuole arte e ingegno. Tuttavia stai attent*: sono pregi e abilità stereotipatamente femminili, e se la tua eroina non si darà da fare in altri sensi, e non le darai qualità gender neutral o maschili per controbilanciare, c'è il rischio che tu stia creando lo stereotipo ambulante di una donna. Ergo temo il peggio. (Ti suggerisco di leggere i prossimi punti per farti un'idea più chiara della cosa.)

Ma almeno se faccio così creo un'eroina femminista???

Risposta di Io: Qui ti posso rispondere senza ombra di dubbio: NO. Se non hai gli ingredienti non puoi avere la ricetta completa. 

Ma mi scoccio di darle altre caratteristiche, pensare così tanto prima di scrivere è faticoso, e leggere quello che scrivi tu è faticoso… 

Risposta di Me: Allora ti do una buona notizia: sei sollevat* dall'incarico di terminare questo articolo. Sul serio, vai pure. Mettiti a scrivere e crea l'eroina che vuoi, con le caratteristiche che vuoi e con la scarsità di sfaccettature/profondità che vuoi. Ma non stupirti se, non essendoti informat* né qui né in altri posti sul femminismo, vedrai scorrere del sangue nel caso che io o qualche altr* femminista incappiamo nella tua eroina. 

Ma se io creo un'eroina brutta ho creato un'eroina femminista???

Risposta di Me: No, no, no e ancora NO. 

Ma se io, che mi scoccio di pensare troppo alla personalità della mia eroina, e voglio che sia intelligente e sensibile, la circondo di tante ragazze stupide e cattive nella storia, ho raggiunto lo scopo ugualmente???

Risposta di Io: Non più di quanto creare un orbo nel paese dei ciechi renderà quell'orbo uno con la vista di un falco. 
Risposta di Me: Al massimo sembrerai un'autrice di fyccine molto ma molto amatoriale, che nel tentativo disperato di far risaltare la propria eroina mediocre deve rendere ancora più mediocre il resto del mondo. Sarai una persona che aspira a rendere il proprio personaggio femminile la meno peggio dei peggiori anziché la migliore tra i normali/buoni/cattivi. Se la tua eroina non dimostra oggettivamente intelligenza e sensibilità, e non alza le chiappe per farsi una cultura, non convincerai mai i lettori smaliziati. Show, don't tell. 

Ma se la mia eroina è colta in alcuni campi e ignorante in altri è antifemminista???

Risposta di Io: Assolutamente no. =) Essere femministe non vuol dire sapere tutto di tutto. Non si tratta della cultura di per sé, ma di quel qualcosa che ti spinge a fartene una. Certo, tutto dipende da quali siano i campi in cui la tua eroina eccelle: se eccelle nella pedicure e non sa le tabelline, abbiamo un problema. 
Risposta di Me: Sai cosa? Mi manca tanto la prima domanda di questa sezione… almeno mi faceva ridere, non headdeskare, ed era un minimo tricky.
 

  1. Naturalmente, per meritarsi il titolo di eroina femminista nonché di ottimo essere umano, la vostra creatura di carta deve essere coraggiosa. Non intendo necessariamente il coraggio per cui una fa a botte se sfidata, ma il coraggio di far sentire la propria voce e di difendere ciò che è giusto, punti bonus se si evita la violenza nel processo (ricordate il discorso di saper riconoscere cosa sia il bene? — In ogni caso il pg è vostro e potete darle il carattere che vi pare –). Essere coraggiose e grintose non significa neppure essere sfrontate a tutti i costi, and sure as hell non significa non aver paura di nulla; citando le Superchicche, cartone animato che ho adorato nell'infanzia, "il coraggio è fare ciò che si ha paura di fare". Altrettanto ovvio per me ma temo non per chiunque altro è che la vostra eroina può e anzi deve avere momenti di fragilità che la umanizzano, quindi non è un problema che non si dimostri padrona di sé e vittoriosa in ogni situazione, o che abbia momenti di codardia. E' solo che nelle scene che contano deve tirare fuori le palle, pensare a se stessa e a quello che le sta a cuore. Connesse al coraggio ci sono le capacità operative di una donna. Dal momento che sta lavorando per farsi una cultura, cosa ha scoperto di se stessa? In cosa eccelle? Come può sfruttare i suoi talenti per ottenere quello di cui ha bisogno/di cui hanno bisogno le persone che ama? Sono domande che dovete porvi e che potranno alterare pure la trama, ma credetemi, è per una buona causa — alla stregua di quelle per cui dovrebbe battersi lei. Altra cosa che mi preme sottolineare è che la grinta e la prepotenza sono due cose diverse. La grinta, come potete leggere ancora una volta qui, è la "Volontà decisa di giungere al proprio obiettivo", ed è sinonimo di determinazione e risolutezza; la prepotenza (qui la definizione) ha a che fare con la prevaricazione e il sopruso, con l'imposizione della propria autorità a discapito dei desideri e dei bisogni altrui, con la sottomissione se non l'annullamento, e penso che possiamo arrivarci tutti che non sia una cosa benefica. Essere coraggiose e grintose non significa neppure rimanere rigide sulle proprie posizioni anche quando significa fare a pugni col buonsenso/quando all'eroina è stato dimostrato in maniera coerente e oggettiva che il suo modo di agire sarebbe dannoso, perché questo entrerebbe in conflitto con l'intelligenza e la sensibilità di lei. 

​Un esempio pratico? 

"Cento magie per tirar fuori la grinta… e farsi rispettare in ogni situazione" delle W.I.T.C.H. 

Chiunque sia stat* adolescente in Italia all'inizio del Duemila saprà certamente chi siano le W.I.T.C.H.: Will, Irma, Taranee, Cornelia e Hay Lin erano le protagoniste di una bella serie di fumetti tutta italiana (che col tempo ahimè ha perso la sua attrattiva iniziale ed è calata di qualità, avendo chi di dovere voluto cavalcare l'onda del successo…), serie incentrata su loro cinque che diventavano amiche e scoprivano di essere le predestinate alla missione millenaria di difendere l'equilibrio del mondo. Per quanto ognuna di loro avesse un potere speciale (l'energia, l'acqua, il fuoco, la terra e l'aria) e il fumetto in sé fosse senza dubbio d'avventura, gli ideatori hanno pensato bene di sfruttare la popolarità della serie per dare consigli più "terra-terra" alle ragazzine che li seguivano; consigli sulla vita quotidiana, sulle amicizie, sulla famiglia, sulla scuola and so on. Ecco quindi che sono nati dei manualetti come quello di cui sopra (che non intaccavano la continuità del fumetto ufficiale), dove le protagoniste interagivano tra di loro e con altri personaggi spogliate dalle loro caratteristiche "magiche" e più adolescenti che mai

Questo manualetto sulla grinta è pieno da scoppiare di esempi di coraggio, determinazione e tenacia che non implichino una scazzottata. Le W.I.T.C.H. rifiutano una corsa in macchina fino al picco di una montagna con dei neopatentati mezzi ubriachi, perché sanno che sia pericoloso, e anche quando vengono sfottute e chiamate "bambine" non battono ciglio; Hay Lin continua a vestirsi con il suo personalissimo stile sebbene agli occhi di molta gente sia stramba e ridicola, perché "per Eric è spaziale… e soprattutto lo è per me!"; Irma trova il coraggio di affrontare una sua vecchia amica prepotente che si crede tosta e grintosa al grido di "non hai il diritto di trattare di merda le mie amiche e di sentirti superiore a loro"; Taranee, a casa ammalata, rifiuta di tacere quando per un disguido a un concorso di fotografia viene premiato qualcun altro con una fotografia che aveva scattato lei, e si precipita alla premiazione mostrando i negativi, vincendo la timidezza e mettendo da parte l'influenza; Cornelia, dopo essersi resa conto di essersi accanita con una commessa quando avrebbe potuto dire la stessa cosa con calma e ragionevolezza, ha le palle di cercarla di nuovo e chiederle scusa. 

Questi esempi implicano violenza? No. Questi esempi implicano coraggio e determinazione? Sì. Questi esempi valgono come femminismo? SÌ! 

  1. Parliamo di quando oltre a rendere l'eroina femminista la volete anche brava a combattere nel senso letterale del termine. Nel caso serva per ripulirvi la testa da qualche stereotipo, non è necessariamente vero che le donne negli scontri fisici siano destinate a perdere contro gli uomini. Qui sotto traduco un post che si preoccupa di smontare questa tesi (con ogni probabilità dovuta ad anni di dominio patriarcale che cercava di condizionare donne e uomini ad agire e a svilupparsi in due modi diversi, in modo che un genere potesse dominare sull'altro), e specifico che per approfondire la questione (ossia come vengono rappresentate le donne che si battono in fiction e quali cliché evitare per essere realistici) sono ottimi i Tropes She-Fu, Beauty Is Never TarnishedCat Fight e Wouldn't Hit a Girl

​Pronti per la mia traduzione? (Link all'originale: qui)

LE DONNE NON SONO PIÙ DEBOLI DEGLI UOMINI

Divorziate da quest'idea adesso-adesso, autori. Benché io sia della convinzione che questa sia la narrativa a cui siete stati esposti per l'intera vita, sono qui per dirvi che non è veritiera. Sì, per le donne farsi i muscoli nella parte alta del corpo è più difficile che per gli uomini, ma dal momento che il potere non viene dalle braccia, è un distinguo superfluo. Alle donne i muscoli vengono molto rapidamente nella parte inferiore del corpo e nei muscoli centrali (addominali). 

L'abilità nel combattimento non è questione di biologia, ma di allenamento e dedizione. Ricorda, se il tuo personaggio femminile combatte, non è né unica né speciale. Secondo la mia esperienza di artista marziale e di istruttore di arti marziali, ci sono in media due ragazze ogni dieci ragazzi per classe, con la presenza femminile che o rimane costante o si raddoppia andando avanti con l'età. Malgrado ci siano meno combattenti femminili in giro che maschili, non è raro trovare 20 donne ogni 100 uomini. Estrapolatelo e rifletteteci, le donne che sanno battersi non sono così rare come avreste potuto immaginare in precedenza. 

Ecco alcune cose da considerare: 

1) Il potere viene dai fianchi

Mi ci attaccherò sempre finché tutti non si saranno tolti dalla testa il mito che la forza dei pugni sia determinata dalla forza muscolare delle braccia. La forza del colpo viene dalla rotazione dei fianchi, e indovinate un po'? Le donne hanno fianchi più larghi degli uomini, ergo un'opportunità maggiore di generare più forza e colpire i propri avversari più duramente. Combinate questo vantaggio con un basso centro di gravità e la capacità di spingere il centro ancora più in basso e ottenete una lottatrice capace, e non solo per la potenza, ma in grado di mettere al tappeto avversari ben più larghi. 

2) Le donne hanno un centro di gravità più basso

Questo è il vantaggio dei lottatori bassi, e vale lo stesso sia per uomini sia per donne, quindi una donna alta che si batte con una bassa incontrerà la stessa resistenza di un uomo alto che si batte con uno basso. Lo listo come un vantaggio femminile perché la maggior parte delle donne si ritroverà ad affrontare avversari più grossi; dunque è importante per chi scrive tenerlo a mente.   

Come funziona? Il centro di gravità è la differenza in altezza dal suolo al vostro centro, che sarebbe dalle parti dell'ombelico. Più bass* è chi lotta, più basso è il suo centro di gravità e perciò più vicin* è chi lotta alla terra, e più si è vicini alla terra, più è alta la capacità di generare una base stabile oltreché più difficile è farli cadere. Un* combattente che sa dove mettere i piedi e il peso così da usare propriamente il proprio centro di gravità è tost* da mettere al tappeto. E questo è un modo, per le donne, di superare lo svantaggio dell'altezza e del peso. 

3) Le donne sono per natura più resistenti al dolore e alla fatica degli uomini, hanno un potenziale di resistenza maggiore, e possono combattere duro più a lungo. 

Osservazione importante: non si tratta solo del fatto che gli uomini non possano biologicamente portare in grembo un* bambin* e sopravvivere a un parto, ma anche che, se lo facessero con il loro assetto attuale, morirebbero. Questo potreste chiamarlo "il miracolo della nascita", ma il corpo di una donna è dotato di una capacità di recupero di gran lunga maggiore delle sue controparti maschili. Sebbene queste abilità si possano affinare e sviluppare con l'allenamento, il talento naturale è già presente nel corpo di ogni donna. 

4) Gli unici combattenti che mi abbiano davvero terrorizzato erano donne. 

Ho incontrato un sacco di artisti marziali di altissimo livello e di tanti stili diversi, per ognuno dei quali provo un immenso rispetto, e confido nella loro capacità di annichilirmi. Ma quando si tratta delle donne cintura nera che devo incontrare per allenamento, il mio primo pensiero è "Mi voglio allenare coi ragazzi." 

Le donne vivono in un mondo molto diverso rispetto agli uomini, vivono in un mondo che comporta dei pericoli in ogni luogo in cui in teoria dovrebbero essere al sicuro. Una donna non può camminare per strada da sola, poco importa se di notte, senza chiedersi se stia per essere vittima di un'aggressione. Lo stupro e altri atti di violenza sono molto reali, sono minacce di ogni giorno, e le donne vivono in piena consapevolezza che nei posti in cui è stato detto loro di andare per essere protette mancheranno loro di rispetto, le derideranno, e le disprezzeranno per aver "permesso" che questi atti fossero loro inferti. Ogni donna, anche quelle che come me cominciano da giovani, dovrà realizzare prima o poi che potrebbe dover usare le sue conoscenze contro un'altra persona un giorno. E questa non è una considerazione fantasiosa piena di pensieri bramosi, ma una fredda verità. "E se un giorno fossi costretta a fare del male a qualcuno? E se un giorno fossi costretta ad uccidere?" Le donne che si esercitano e si preparano in qualunque forma di combattimento lo fanno con questo pensiero in testa, sapendo che sono quelle sfavorite e che forse un giorno dovranno battersi per salvarsi la vita. 

La ferocia con cui si colpiscono nei match di allenamento ne è solo un riflesso. Ricordate, queste sono donne che hanno scrollato per bene l'idea socialmente inculcata del "Non posso ferire nessuno" e si sono spostate verso il "Ti spezzerò in due se mi fai del male". A questa fanno seguire il "Dopo non riuscirai più a camminare diritto". 

A meno che il vostro personaggio non venga da una società diversa, questo atteggiamento sarà parte di quello che è. Le donne che sono allenate con dedizione riescono ad essere terrificanti, specie in una società patriarcale. Perché? Perché non è il comportamento che la maggior parte degli uomini si aspetta. 

​E giacché siamo in argomento, riporto anche un commento su Gamberi Fantasy, alla recensione di Nihal della Terra del Vento

Salute a tutti,
da diversi anni pratico scherma storica e posso dire alcune cosette… è impossibile essere spadaccini e avere il fisico da modella. Mi spiace per le guerriere tettone, ma nel giro di due anni di pratica o si diventa corpulente stile lancio del peso, o si ha un fisico a dir poco androgino. E’ il prezzo da pagare per maneggiare una spada, a meno di non essere delle belle bambine che giocano con una spada. Prima cambia la camminata, poi spalle e braccia si ingrossano – in modo naturale, non immaginatevi Scwarznegger però braccia con muscoli che si vedono e vene che sporgono, sì. Le puppore non servono, se ci sono sono un peso morto e quindi o si hanno piccole oppure è come andare in montagna con un salvagente nella borsa! E questo accade a gente che fa scherma per spettacolo, non a gente ch con la scherma deve sopravvivere.

Capisco che è dura raccontare un duello se non si ha mai preso in mano una spada, ma almeno poteva richiedere un consiglio a chi lo fa. Addirittura, a parte la descrizione del guerriero supergnocco – spero che oltre al drago flambé gli sia caduta in capo una montagna di pupu’ da concimare l’intero Texas – ci sono descrizioni improbabili.
Tipo, lei accorcia la distanza e il nemico alza la spada sulla testa… ma quando mai??? Per esperienza personalmente vissuta, se sei piccoletto la distanza la devi mantenere TUTTA, oppure ridurre di così tanto da entrare subito in gioco stretto e andare veloce dove arrivi, con elsa, pomolo, con quello che hai in mano. Uno che è molto vicino non può tirare un fendente, perché quando le braccia finalmente arrivano in basso, l’avversario è già dentro la guardia e addio!

Ovviamente non pretendo che Licia prenda mai in mano una cosa vile come una spada, sennò adieu al fisico alla Nihal, ma almeno poteva documentarsi e scrivere cose sensate. Tanti autori di gialli sono in polizia o ci sono stati, oppure si fanno aiutare da chi le cose le vive.

La stessa faccenda dell’arco. ebbene, servono anni di pratica e tanta forza per tenderlo, già 40 libbre sono belle toste. Per l’arco non occorre magari saper correre e ci sono atleti in sedia a rotelle che possono competere alla pari, però di tronco e braccia sono messi bene! Vedasi ancora l’aspetto di Nihal.

Il problema è che è difficile resistere alla tentazione di avere la Mary Sue, è duro mettere d’accordo realismo e trovate commerciali.
Non credo nemmeno un momento, leggendo, che Nihal sia una creatura viva: puzza di copia e incolla, ha sentimenti contrastanti e il suo carattere è credibile quanto il suo aspetto.

Ringrazio dello sfogo, ma non si può vedere massacrare così scherma antica e letteratura.

In soldoni: Volete un'eroina guerriera? Queste informazioni erano solo un assaggio. Non pensiate di risolvere con queste notiziucce che vi ho riportato, dovete documentarvi tantissimo prima di poterne scrivere con cognizione di causa. 

  1. Parliamo dell'attitudine con gli altri dell'eroina, del suo comportamento. Ora, naturalmente qui avete abbastanza campo libero per creare un'eroina col carattere che preferite, sebbene dobbiate comunque tenere presenti i punti 2 e 3 per sviluppare la sua personalità mantenendola femminista. Tuttavia c'è da decidere come si comporti con gli uomini, come li valuti, cosa si aspetti da loro, che discorsi faccia verso di loro e quanto siano importanti nella sua vita. Vi parlo qui di due estremi ugualmente tremendi che si possono riscontrare in molte donne IRL. 

Estremo numero 1: Le Donne Che Gettano Fango Sull'Intera Categoria E Vengono Incoraggiate A Rimanere Impresse Nell'Immaginario Comune

Avete presente quelle ragazze che tentano di assomigliare il più possibile a qualche starletta della televisione o a Barbie, che hanno come ambizione più alta quella di sposare un figone ricco e potente e farsi mettere incinte, che si illuminano se possono comprare venti paia di scarpe in una sola giornata, che piangono disperate davanti a qualsiasi film d'amore (anche i film di Moccia o la sega saga di Twilight, per intenderci), che non si sentono realizzate se non hanno fatto il nome di un uomo ogni ora nelle lunghissime conversazioni telefoniche che hanno con le amiche, che si offendono se un ragazzo non ha i soldi per offrire loro una cena ("Sono i ragazzi che devono pagare, cafone!"), che si sentono lusingate se un uomo le considera troppo deboli per portare da sole una valigia e insiste per portarla lui, che ammutoliscono e sono passive quando si trovano una situazione violenta o complicata perché sotto sotto non hanno mai imparato a gestirla, sperando solo che il loro Principe Azzurro venga a salvarle? Eccole qui. 

Queste donne sono quelle sulle quali gli stereotipi di genere hanno attecchito di più, e non sono abbastanza percettive da metterli in discussione e/o porsi delle domande. Danno per scontato che in base alla natura le donne siano così e gli uomini siano cosà, e che ciononostante siano e debbano essere irresistibilmente attratti; si rifiutano di vedere le innumerevoli sfumature che esistono tra l'epitomo del maschile e l'epitomo del femminile, e ogni individuo che si discosti dal luogo comune è solo un'eccezione che serve a confermare la regola. Se anche hanno delle frustrazioni per le innumerevoli pressioni che gli stereotipi impongono sul genere femminile (devi essere sexy ma non sfacciata, devi essere indipendente ma non sei nessuno senza un fidanzato, puoi dire quello che vuoi al giorno d'oggi ma non devi sollevare polveroni e controversie), si sforzano di "portare pazienza" e "tollerare"… allo stesso modo in cui nove volte su dieci dicono alle donne maltrattate dai compagni di "portare pazienza" e "tollerare", perché in fondo si sa, "se lui ha avuto uno scatto improvviso e così strano è stato solo provocato. A volte noi donne pretendiamo troppo, parliamo troppo, li stressiamo, siamo troppo complicate." 

Sono donne che hanno imparato a disconoscere il pericolo anche quando ce l'hanno davanti agli occhi, che hanno imparato a darsi pacche offensive sulle spalle e a puntarsi il dito contro da sole, emettendo anche verdetti maschilisti come "Oh, Ambra è andata a casa del suo collega, hanno bevuto qualche bicchiere, è stata violentata e adesso vuole denunciarlo? Se l'è voluta lei, lo dovrebbe sapere benissimo cosa vogliono gli uomini al calare del sole, è solo stupida e senza carattere ad essersi ficcata in una situazione simile!", come "Oh, Miriam è rimasta incinta a sedici anni? Che troia, avrebbe dovuto aspettare fino al matrimonio prima di fare sesso!", come "Ma perché una ragazza carina come Elena si ostina a vestirsi come un omaccione anche se glielo dicono tutti che le starebbero molto meglio le gonne e i vestiti attillati, santo cielo? Dovrebbe proprio andare da uno stilista!" o come "Le ragazze di oggi non vogliono più impegnarsi, sono diventate tutte delle puttanelle, non si innamorano più e non si prendono la responsabilità di mettere su famiglia, che schifo di società, il femminismo le ha rovinate! Beata mia madre, che mi ha inculcato sani valori e mi ha reso una ragazza perbene, senza grilli per la testa!". 

Siccome secondo gli stereotipi femminili avere un ragazzo è fondamentale per la propria immagine, i ragazzi per loro sono il numero uno nella scala delle priorità, col duplice risultato di far loro scaricare le amiche per un ragazzo (così diventano anche prede della violenza più facili se lui è un malintenzionato) e di far loro avere verso gli uomini un atteggiamento sempre compiacente, accomodante, docile, anche a costo di farsi stravolgere e costringere a ignorare i propri limiti (magari potrebbero essere loro stesse a finire come Ambra o come Miriam, ma soffrendo di misoginia interiorizzata si attribuirebbero la colpa e/o avrebbero troppa paura di denunciare chi ha fatto loro del male). Sulla stessa scia, preferirebbero avere un fidanzato scadente che non averlo, perciò anche se lui le avesse tradite, ingannate, schernite o mollate se lo riprenderebbero quasi sempre. In caso di problemi si convincerebbero che LUI sappia cosa sia MEGLIO per ENTRAMBI, e che agisca in un determinato modo (si può spaziare dalle bugie alla gelosia alle percosse al gas-lightning alla violenza sessuale) soltanto perché le ama troppo. 

Aspettatevi che interpretino anche le Fruit Cup Girls (Ragazze della coppetta di macedonia) di cui parla Rosalind Wiseman nei suoi libri. Rosalind Wiseman spiega infatti che una sua studentessa, a dodici anni, era andata in gita con un ragazzo che le piaceva, e non sapeva come farsi notare. Così si è seduta al suo stesso tavolo a pranzo, e ha fatto finta di non saper aprire la coppetta di macedonia perché gliela aprisse lui. Con le dovute variazioni, un sacco di donne di questa categoria si comportano in maniera simile con gli uomini, sempre per il solito discorso che devono compiacerli ad ogni costo: "Oh, grazie di avermi aperto questo barattolo, io sono così imbranata!", "Oh, grazie per avermi aiutata in matematica, io sono una schiappa!" Sono quelle che ridono di qualsiasi loro battuta, annuiscono e approvano ogni volta che i loro belli fanno qualche proposta, si fanno battere apposta alle gare dagli uomini che vogliono conquistare, fingono di essere più ignoranti e incompetenti di quello che sono e in definitiva si sminuiscono in continuazione per piacergli. Fingono davvero di essere "il sesso debole." 

Immagino non ci sia bisogno di dirvi che se il vostro personaggio femminile combaciasse con la descrizione sarebbe quanto di più antifemminista possiate concepire, e che ai fini del vostro obiettivo dovete evitare come la peste una caratterizzazione del genere, a meno che la vostra eroina non cominci così per poi avere un Character Development pazzesco e diventare femminista. 

Estremo numero 2: Le Femministe Che Gettano Fango Sull'Intera Categoria E Restano Più Impresse Nell'Immaginario Comune

Alcune cosiddette femministe (parola chiave: alcune, evitate di fare generalizzazioni del cazzo su tutte quante noi) hanno l'erronea tendenza a considerare tutto il genere maschile come "il nemico", nemico che vede le donne solo come vagine ambulanti e ha subìto un lavaggio del cervello patriarcale così forte che è impossibile ragionare con lui. Queste femministe hanno un modo di dividere il mondo molto alla "bianco e nero", "buono e cattivo", pensano alle donne come povere vittime schiacciate e castrate nelle loro potenzialità di esseri umani e agli uomini come i carnefici detentori di tutto il potere e fondamentalmente determinati a non condividerlo mai. (Nota: contrariamente a quello che potreste sentire in giro, le tendenze sessuali di queste femministe sono in larga parte irrilevanti, nel senso che potete trovare tante eterosessuali di questo tipo e tante lesbiche che non corrispondono affatto alla categoria). 

Di conseguenza anche se un uomo si dimostrasse umile, gentile e carino queste femministe penserebbero che o ha un secondo fine e vuole ingannare la donna che sta corteggiando (quanti sessisti, approfittatori, molestatori, narcisisti, psicopatici, stupratori e assassini avevano una facciata del tutto rispettabile e sapevano esattamente come fare una buona impressione?) oppure è genuinamente umile, gentile e carino, ma lo stesso non ha la più pallida idea di come considerare una donna una sua pari  — magari ha una mentalità da Cavaliere Nella Bianca Armatura™ e pensa che la cosa migliore che alla sua dama possa capitare è di sposare lui che è così umile, gentile e carino, dopodiché lasciare che a portare il pane in tavola sia lui in cambio della sua protezione e del suo amore e mettersi ad aspettarlo in biancheria sexy ogni sera con la cena pronta alle 19:30 e tanti marmocchi a cui badare per lo più da sola (meglio ancora se i marmocchi sono maschi). In quanto all'autorealizzazione della sua donna, per queste femministe lui non ci pensa nemmeno, o se ci pensa la considera secondaria al suo ruolo di moglie e madre. Praticamente ancora una volta la vede come un trofeo, una conquista, una femmina, anziché come una compagna in cui perdersi e ritrovare se stesso. 

Penso che sappiamo tutti che uomini del genere esistono e ce ne sono a bizzeffe. E nel modo più assoluto le femministe hanno fatto enormi sacrifici per consentire la parità dei diritti all'intero genere femminile, e senza il loro coraggio e i loro scritti e i loro discorsi il mondo farebbe addirittura più schifo di adesso. Non sto disconoscendo il femminismo all'improvviso e continuo a dichiararmi fiera sostenitrice di questa ideologia. TUTTAVIA ho impresse nella mente queste sacrosante parole di Elena Gianini Belotti (femminista anche lei): 

Che cosa può trarre di positivo un maschio dalla arrogante presunzione di appartenere a una casta superiore soltanto perché è nato maschio? La sua è una mutilazione altrettanto catastrofica di quella della bambina persuasa della sua inferiorità per il fatto stesso di appartenere al suo sesso. Il suo sviluppo come individuo ne viene deformato e la sua personalità impoverita, a scapito della loro vita in comune. 
Nessuno può dire quante energie, quante qualità vadano distrutte nel processo di immissione forzata dei bambini d'ambo i sessi negli schemi maschile-femminile così come sono concepiti dalla nostra cultura…

Per fortuna esistono anche femministe che non considerano fuori dal mondo avere rapporti amicali, fraterni, parentali, lavorativi o anche ma non necessariamente romantici con gli uomini. Per fortuna esistono anche femministe che vogliono una reale collaborazione col genere maschile sapendo che può giovare a entrambi, e che non credono che cercare un confronto e un dialogo con gli uomini significhi "abbassarsi al loro livello per chiedere se per grazia divina ci fanno qualche concessione". Per fortuna esistono anche femministe che sono preoccupate dalla scarsità/mancanza di partecipazione maschile ai loro raduni e tentano di incentivarla. E, ancora meglio, per fortuna che esistono anche femministi uomini, il cui supporto è fondamentale e trainante per cambiare le cose.

E, uhm… volevo andare avanti, ma mi sto rendendo sempre più conto a mano a mano che scrivo che l'argomento è vastissimo e complesso e le mie conoscenze sono più profonde di quello che immaginavo °/////////° Un po' mi fa bene all'autostima, un po' mi fa mettere le mani nei capelli per il lavoraccio che mi spetta ma che accetto con gioia. Quindi, siccome voglio aiutarvi come meglio posso, ci vediamo alla prossima puntata. 😉


PARTE 2: RIEPILOGO CHE A TRATTI DIVENTA SOGGETTIVO; SFATIAMO QUALCHE MITO SUL FEMMINISMO

Cosa io NON considero davvero femminista:

-Essere sprezzante, snob e prepotente 
-Non sorridere mai né fare mai qualcosa di gentile per gli altri
-Essere una Ladette
-Storcere il naso davanti alla possibilità di avere una dolce metà eterosessuale solo ed esclusivamente perché significherebbe “essersi fatta sottomettere a un uomo”
-Confondere il “sapercela fare con le proprie gambe” con l’anaffettività, l’egoismo e la freddezza emotiva
-Non riuscire a piangere e/o vederlo come una debolezza imperdonabile
-Menare cazzotti a destra e a manca anche quando si potrebbe trovare una via pacifica per andare d’accordo
-Sentirsi figa perché capace di menare cazzotti a destra e a manca, ed esultare quando un uomo finisce all’ospedale con qualche costola rotta e un occhio nero a causa propria
-Sesseggiare con tutto quello che respira senza curarsi di distruggere altre coppie né ferire i sentimenti altrui; non tenere alla sicurezza o al benessere dei/lle propri/ie partner
-Considerare le donne superiori agli uomini perché dotate di maggior sensibilità, maggior resistenza, maggior intelligenza emotiva, maggior empatia e comprensione e maggior *inserire caratteristica positiva a caso*, voler avere a che fare solo con donne nella vita e considerare tutti gli uomini, senza eccezioni, dei nemici da distruggere con i quali è impossibile ragionare ed essere compagni di un cammino in comune
-Dare per scontato che l’uomo davanti a sé consideri le donne degli oggetti e segretamente le disprezzi, e regolarsi di conseguenza considerandolo un oggetto e disprezzandolo
-Avere disistima delle altre donne considerandosi “l’eccezione illuminata” o The Only Sane Woman in un mare di rincoglionite e “assoggettate al sistema”
-Dare per scontato che una bella donna sia brutta dentro e che una donna che si prende cura del proprio corpo sia superficiale 
-Dare per scontato che una donna con una posizione importante sia andata a letto con qualche uomo potente per raggiungerla, anche quando dimostra talento, cultura e intraprendenza 

-Nei rapporti umani, non parlare mai di quelle parti di sé che non concernono gli ideali e gli obiettivi ma che implicherebbero più coinvolgimento emotivo; quelle parti di sé che comporterebbero lo “scoprire il fianco”, insomma
-Parlare come una scaricatrice di porto solo per dimostrare di essere “forte”
-Essere incapace di confortare gli altri ed esporsi in prima persona
-Non considerare nessuno degno di sé 

Cosa io considero femminista:

-Avere degli obiettivi a lungo termine realistici e fare di tutto per raggiungerli, senza però calpestare i sogni e gli obiettivi degli altri
-Non programmare tutta la propria vita intorno al matrimonio e non considerarsi una donna a cui manca qualcosa prima di essere diventata madre
-Non spingere le altre donne a programmare la loro vita intorno al matrimonio e non considerarle delle donne a cui manca qualcosa prima che siano diventate madri
-Non scandalizzarsi se una donna decide di non avere figli e non sposarsi
-Non sentirsi in colpa una volta deciso di non avere figli né sposarsi
-Non scandalizzarsi se una donna preferisce la convivenza a tempo indeterminato al matrimonio
-Non scandalizzarsi se una donna è lesbica o bisessuale. Anche se la donna in questione è quella allo specchio. 
-Non scandalizzarsi se ci si innamora di una persona del proprio sesso e/o del proprio genere, accogliere l'amore in ogni caso e rifiutare etichette sterili applicate alla propria sessualità 

-Avere l’indipendenza economica
-Fare sesso prima del matrimonio con una persona che si ama o dalla quale si è molto attratta senza considerarsi una sgualdrina  
-Guadagnarsi da vivere preferendo usare il cervello al posto del proprio corpo
-Una volta scoperto di essere sterile/che una conoscente è sterile, non considerarla una disgrazia inenarrabile e il segno che sia impossibile essere felice e realizzata
-Viaggiare, leggere, ascoltare musica, informarsi, essere curiosa, esprimersi e comunicare
-Considerarsi in primo luogo una persona nata per esprimersi e comunicare, e solo dopo una eventuale musa che può, e non deve, ascoltare ed ispirare
-Non giudicare l’avere un’istruzione solo il mezzo più efficiente per accalappiare un uomo ricco
-Interessarsi a un uomo per la sua anima e per la sua mente, anziché per la sua figaggine e il suo conto in banca
-Se e quando ci si prende cura del proprio corpo, farlo perché è una forma d’attenzione verso di sé, un modo per volersi bene, invece di farne un chiodo fisso o puntare esclusivamente su quello oggettificandosi
-Voler stare con un uomo per amore e non perché può regalare macchine costose, laptop di ultima generazione e vacanze meravigliose
-Regalarsi da sola macchine costose, laptop di ultima generazione e vacanze meravigliose
-Ricordare che macchine costose, laptop di ultima generazione e vacanze meravigliose possono essere cose belle, ma non sono fondamentali e non danno la felicità
-Non vergognarsi di avere comportamenti associati per tradizione agli uomini, come fischiare, arrampicarsi sugli alberi, preferire i pantaloni alle gonne e parlare di sesso in pubblico
-Non aver paura di dire un po’ di sane parolacce mandando al diavolo la scusa del “non sta bene per una signorina”, saper dire le cose come stanno ma allo stesso tempo non usare le parole a caso e senza conoscerne il vero significato
-Evitare di colpevolizzare le donne picchiate o stuprate o uccise dai/lle propri/e partner, ma offrire invece aiuto e conforto
-Non aver paura di dimostrarsi fragili qualche volta
-Non aver paura di essere amorevoli e gentili e tentare di evitare i conflitti quando è possibile/tentare di trovare una via pacifica per andare d'accordo

-Battersi per i propri diritti e per quelli delle altre donne
-Non stereotipizzare né schiaffare in categorie
-Prendere attivamente posizione contro l'omofobia, ricordandosi che omofobia e misoginia vengono dalla stessa matrice e che per sradicare il sessismo serve sradicare anche l'omofobia

-Parlare di "esseri umani" anziché di "uomini e donne", di "grigio" anziché di "bianco e nero", di "donne" anziché di "angeli" o di "puttane"
-Non associare il proprio onore e il proprio grado di moralità al numero di partner sessuali avuti 
-Non associare l'onore delle altre donne e il loro grado di moralità al numero di partner sessuali avuti
-Non dare per scontato che gli uomini siano "il nemico"
-Ricordare che gli uomini sono intrappolati dal mito della virilità tanto quanto le donne sono intrappolate dal mito della femminilità, che la maggior parte dei ragazzi vorrebbe fare la cosa giusta e che anche a loro servirebbe un movimento che li scardinasse dagli stereotipi di genere 

-Imparare l’autodifesa
-Conoscere se stessa e sapersi far conoscere agli altri 

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7 pensieri su “Come creare un’eroina femminista (consigli ragionati e digeriti dalla sottoscritta)

  1. affermare che "muscolarmente" una donna tende ad essere meno forte di un uomo non vuol dire assolutamente che sia inferiore, o che se esperta di arti marziali non sia temibile quanto un uomo esperto di arti marziali (ci sono arti marziali che ti insegnano come mandare al tappeto persone più grosse di te)

    quanto alla bellezza, sono d'accordo che è compatibile con l'eventuale femminismo di un'eroina

    hermione, matilda, violet..se sono credibili, cioè se possono esistere persone simili a loro, sono personaggi riusciti

  2. Uh, un articolo più lungo del previsto =o … non che sia un problema, anzi! *w*

    In ogni caso, se qualcuno chiedesse a me come scrivere di un'eroina femminista, direi "scrivi di una persona che per caso è anche donna". Perché secondo me è lì il problema! Credo che molti, anche se inconsciamente, tendano a ficcare i personaggi femminili in determinati ruoli e caratterizzazioni. Per esempio: è facile immaginare uno scienziato malvagio che vuole conquistare il mondo, ma una scienziata malvagia che vuole conquistare il mondo? … esempio un po' stupido, ma spero di aver dato l'idea XD

    Questo non per svalorizzare il tuo papiro, non mi permetterei mai =( suppongo di aver solo riassunto quanto tu abbia detto.

    E ora i miei soliti commenti random:

    è una dei rari pg femminili della letteratura e del cinema che sono state concepite per essere geniali, delle inventrici che in un mondo di oggetti buttati e materiali scartati sanno che "c'è sempre qualcosa" con cui ricavare un congegno adatto per quasi ogni occasione.

    Yeah, ci vogliono più genie nella letteratura *w*

    Un po' mi è dispiaciuto vedere i difetti di Hermione portati così alla luce =( non sono negabili, purtroppo, ma ci sono affezionata =(

    (ognuno dei tre finisce isolato dagli altri due almeno una volta nella saga e Hermione è quella meno autosufficiente)

    Però qui non mi vengono in mente esempi. Non leggo la saga di HP da secoli =( però non so a quali episodi ti stia riferendo.

    A quanto pare al matrimonio di Bill e Fleur era altrettanto uno schianto, fatto sta che alcuni cafoni per strada hanno fischiato al suo passaggio e le hanno fatto proposte non punto belle [cit.]. 

    Beh, occielo, spero di non sembrare troppo nitpicking, ma le molestie di strada non sono correlate alla bellezza. E poi, se proprio vogliamo dire che quei cafoni hanno fischiato ad Hermione perché vestita elegante, tutti e tre lo erano ò.o c'era pure una donna che sfotteva Ron *ha riletto la scena*

     

    Mi rifiuto di credere che quelle domande nel riquadro verde siano state chieste da qualcuno o possano esserlo D:

     

    I post sulle donne che combattono sarebbero da divulgare in ogni dove. Di recente ho letto anche che, se un uomo ti immobilizza da dietro, puoi tranquillamente chinarti e rovesciarlo senza sforzo dalla tua spalla – perché così facendo abbassi notevolmente il centro di gravità!

     

    Oh, ci sarà un episodio due? *W* spero di sì! … nessuna pressione XD

     

    -Confondere il “sapercela fare con le proprie gambe” con l’anaffettività, l’egoismo e la freddezza emotiva

    Mi ricorda qualcuno…

    -Considerare le donne superiori agli uomini perché dotate di maggior sensibilità, maggior resistenza, maggior intelligenza emotiva, maggior empatia e comprensione e maggior *inserire caratteristica positiva a caso*

    Io ci credevo! … a otto anni. *hint hint*

    -Avere l’indipendenza economica

    Questo punto mi pare troppo vago e fraintendibile =( potrebbe saltare qualcuno e dire "ah, quindi una donna vittima di abuso economico (o semplicemente che ancora non ha trovato lavoro per chissà quale ragione) non è femminista di default? D:<". Forse potresti scrivere "che cerca l'indipendenza economica", per contrastare il pensiero anti-femminista "ma cosa ti importa avere un lavoro, tuo marito può mantenerti!"?

     

    "Oh well," I said lightly, relieved that my thoughts were still my own. "I guess my brain will never work right. At least I'm pretty."

    Vorrei mettere l'immagine che dice "GO DEEP-THROAT A KNIFE", ma non lo so fare XD

    • l'importante è avere personaggi femminili caratterizzati in maniera credibile (che ti faccia dire sì potrebbero esistere, esistono persone, donne così che in determinate circostanze agirebbero in quel modo, che provano quelle cose ecc..) anche senza scienziate malvage che vogliono dominare il mondo (che a me andrebbero bene ma dubito peraltro che un simile personaggio sarebbe visto come "femminista"), e questi ci sono

      poi che hermione abbia dei difetti contribuisce a renderla credibile

      • (che a me andrebbero bene ma dubito peraltro che un simile personaggio sarebbe visto come "femminista")

        No, in effetti no, sarebbe come dire che Lady Macbeth è femminista solo perché manipola suo marito XD era solo un esempio per dire che non se ne vedono molte in giro perché gli scienziati sono spesso uomini, per il trope Mother Nature, Father Science – e relegare le donne in certi ruoli o non immaginarli in altri non è di certo femminista.

        • donne manipolatrici esistono (come esistono uomini manipolatori) quindi raccontarle è legittimo, a me interessa questo più di stabilire se sia femminista o meno (ricordo a questo proposito le recenti e sterili polemiche su Gone Girl)

          scienziati uomini ce ne sono molti pure nella realtà..ma le donne non mancano

    • Ti ringrazio moltissimo, è sempre bello ricevere commenti come il tuo. :) Sono in ritardo, ma proprio come tu hai apprezzato il mio articolo anche se l’hai scoperto dopo mesi, io ti volevo scrivere un paio di righe anche se ho visualizzato da pochissimo.

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