FAQ del blog

Domande su di me:

  1. Chi è Selviero?

  Sarei io, la persona che gestisce il blog. Sono una ventenne con le idee non molto chiare sul suo futuro accademico e lavorativo, anche se ho parecchi sogni e ambizioni da soddisfare. Mi piace leggere, andare al cinema e a teatro, viaggiare, recitare, disegnare, stare al computer, filosofeggiare e soprattutto scrivere.
  Mi interessano molto cose come disturbi psicologici, pressione sociale, bullismo, categorie discriminate e stereotipi, probabilmente a causa di alcuni episodi della mia vita, quindi sono certa che finirò per parlarne anche sul blog.

  1. Chi è Beevean?

  La mia migliore amica, la mia Beta Reader e una delle persone che mi hanno cambiato la vita dal 2009 a oggi, e che spero continuino a cambiarmela per molti anni. E’ anche la mia unica collaboratrice e pubblica periodicamente i suoi remix nella sezione “Beev’s RMXs”.  

  1. Perché hai deciso di aprire questo blog?

  L’idea iniziale era l’avere un posticino dove pubblicare i miei racconti. Scrivo da quando ero piccola e sogno di diventare un’autrice professionista (insieme a molte altre cose), ma avendo avuto un’esperienza un po’ “così” con l’editoria italiana ed avendomi Gamberi Fantasy aperto gli occhi sulla cosa preferisco usare Internet, almeno per adesso.
  Ciò detto, ho deciso fin da subito di aggiungere altro – per approfondire vedi “Di cosa si occupa Selviero’s blog?” – perché mi fa piacere condividere i miei interessi quando penso che possano essere utili a qualcuno. =)  

  1. Come posso contattarti?

  Scrivi a selvierosblog@gmail.com. Ma non ti aspettare che ti riveli il mio nome, cognome, indirizzo e codice fiscale, a meno che tu non sia la reincarnazione di Oscar Wilde pronta ad offrirmi un posto nell’Olimpo dei Geni della Scrittura.

  1. Ti trovo anche su Facebook/Twitter/Google+/LinkedIn/Pinterest/Meetup/Anobii/altro? 

Per le prime sei: no, perché non mi piacciono nel complesso i social network. Sono la morte di tutto quello che io amo di Internet (anonimato, privacy, il poter esprimere le proprie idee liberamente e con il numero di caratteri che si desidera senza preoccuparsi di essere rapidi e witty sennò nessuno ti leggerà, il dare più importanza alla condivisione di opere e pensieri che al mettersi in mostra in una vetrina raccontando le proprie vicissitudini nel gabinetto di una discoteca), anche se ne riconosco l'utilità per la diffusione e so che c'è gente che riesce ad utilizzarli in maniera intelligente e consapevole. Si spera che riesca a pubblicizzarmi anche così senza dovermi iscrivere per forza da qualche parte. 
Per l'ultima: sì, ma ho solo una libreria e una lista dei desideri, non partecipo alle discussioni. Può aiutarvi nel caso vi interessasse sapere cosa ho letto e cosa vorrei leggere, anche se la aggiorno una volta ogni morte di Papa. Come nota in calce avviso che non metto mai voti superiori a quattro (a parte una volta, e c'erano più implicazioni affettive di mezzo che altro), e che tre stelline nel mio caso è un range che comprende "bruttino", "così e così", "decente", "gradevole" e "bello". Anyhow, bando alle ciance e se volete cliccate qui

EDIT del 27/06/14: Adesso Selviero's blog ha una pagina Facebook, che potete trovare qui

  1. C’è qualche forum che segui?

  Adesso no, ma ho frequentato per anni il forum Anti Twilight, a cui sono affezionatissima e a cui devo buona parte della mia formazione come individuo.

  1. C’è qualche blog che segui?

  Eeeyup, ma saltuariamente. Guarda a destra della home page nella sezione “Link” per ulteriori dettagli.

  1. Leggi fanfiction?

  Di rado, perché seguo pochissimi fandom, tra cui quello di Harry Potter, e perché FN mi ha insegnato che trovarne di buone è come trovare un quadrifoglio sotto il cemento: questione di fortuna sfacciata. Però non le disdegno di default e penso siano un ottimo esercizio per scrivere.

  1. Quali sono i tuoi libri/i tuoi film/i tuoi scrittori/i tuoi registi/i tuoi doppiatori/le tue canzoni/le tue musiche/i tuoi videogiochi/le tue serie tv/i tuoi manga o anime preferiti?

  Uh, per i primi sette punti rischierei di scrivere un papiro, quindi penso sia meglio fare degli elenchi xD Dato che sono moltissimi ne citerò al massimo “solo” venti – non in ordine di importanza, va a periodi.

I miei venti libri preferiti

La serie di Harry Potter di J. K. Rowling
Le Cronache dei Vampiri di Anne Rice (fino a “Il ladro di corpi”)
On writing: autobiografia di un mestiere di Stephen King
Carrie di Stephen King
Stagioni diverse di Stephen King
Il miglio verde di Stephen King

Matilde di Roald Dahl
Le streghe di Roald Dahl
Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini
Mille splendidi soli di Khaled Hosseini
De profundis di Oscar Wilde
Il fantasma di Canterville e altri racconti di Oscar Wilde
Due di due di Andrea De Carlo
Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba
De Amicitia di Marco Tullio Cicerone
Se questo è un uomo di Primo Levi
Dancing in the dream di Michael Jackson
Queen Bees & Wannabes di Rosalind Wiseman
Operette Morali di Giacomo Leopardi
Lasciami entrare di John Ajvide Lindqvist

I miei venti film preferiti

L’attimo fuggente
Mamma Mia!
Le ali della libertà
La leggenda del pianista sull’oceano
Il diario di Bridget Jones
Get real
Fucking Åmål
Boys Don’t Cry
I segreti di Brokeback Mountain
Philadelphia
Era mio padre
Una serie di sfortunati eventi
American Beauty
Lasciami Entrare
V per Vendetta
Nel nome del padre
Harry Potter e la pietra filosofale
Ragione e Sentimento
Moon
Misery non deve morire

I miei scrittori preferiti (a venti non ci arrivo xD)

Stephen King
J. K. Rowling
Oscar Wilde
Anne Rice
Giacomo Leopardi
Khaled Hosseini
Roald Dahl

I miei registi preferiti (anche qui, a venti non ci arrivo)

Sam Mendes
Céline Sciamma
Francesca Archibugi
Tim Burton
Ang Lee
Darren Aronofsky
Chris Columbus

I miei cartoni animati occidentali preferiti (stessa solfa di sopra)

Il Gobbo di Notre Dame
Alla ricerca di Nemo
Gli incredibili
Robin Hood
La Sirenetta
Mulan
Basil l'Investigatopo
Anastasia 
Lilo & Stitch
Il Re Leone
La gabbianella e il gatto
Tarzan
Frozen (ma non reggo il doppiaggio italiano)
La Spada nella Roccia 

I miei venti doppiatori preferiti

Federica De Bortoli
Stella Musy
Ilaria Stagni
Riccardo Rossi
Luca Ward
Francesco Pannofino
Domitilla D’Amico
Emanuela Rossi
Stefano Crescentini
Fabrizio Manfredi
Roberto Chevalier
Gianni Musy
Sergio di Stefano
Emiliano Coltorti
Valentina Mari
Silvia Tognoloni
Graziella Polesinanti
Sandro Acerbo
Massimiliano Manfredi
Alessandra Korompay

Le mie venti canzoni preferite

Stranger in Moscow di Michael Jackson (ma più o meno tutte quelle di Michael Jackson)
Bittersweet Symphony dei Verve
Jumpin’ Jack Flash dei Rolling Stones
Satisfaction dei Rolling Stones
Absolute Beginners (versione live) di David Bowie
Mmmm mmmm mmmm mmmm dei Crash Test Dummies
Mein Herz Brennt dei Rammstein
Dead End Justice delle Runaways
Kiss you off dei Scissor Sisters
New world di Björk
Teardrop dei Massive Attack
Salvation dei Black Rebel Motorcycle Club
Life on Mars? di David Bowie (e anche la cover di Anggun)
Bohemian Rhapsody dei Queen
Dies Irae di Wolfgang Amadeus Mozart
Walk this way degli Aerosmith
Spanish Bombs dei Clash
You Made Me The Thief Of Your Heart di Sinead O’ Connor
Your song di Elton John
Sacrifice di Elton John

Le mie venti musiche preferite

Welcome To Lunar Industries di Clint Mansell
Rain Hammers di Thomas Newman
Road to Chicago di Thomas Newman
Oskar & Eli di Johan Söderqvist
Canzone di Cockeye di Ennio Morricone
Rubiks Cube Taxi di Andrea Guerra
Ghosts of Future Lost di Clint Mansell
Perfection di Clint Mansell
Painful History di Nicol Armarfi
Libera me di Elliot Goldenthal
Hedwige’s theme di John Williams
Fireworks di Nicholas Hooper
Comptin d’un autre été: l’aprés midi di Yann Tiersen
Reading Room di Thomas Newman
Angels in America Theme di Thomas Newman
Gill di Thomas Newman
White Oleander di Thomas Newman
Lose Yourself di Clint Mansell
The Diver di Thomas Newman
Leaving Hogwarts di John Williams

  Riguardo ai videogames, non mi interessano e sono ignorante in materia. L’unica eccezione è stata la visual novel “Katawa Shoujo”, che mi è piaciuta e che purtroppo è pure semisconosciuta.
  Sulle serie tv… dal momento che non accendo quasi mai la televisione, ne ho seguite poche e poche mi hanno catturata. Alle medie mi intrigava “The OC”, ma crescendo ho finito col non sopportarne più la superficialità e i Tropes che c’erano all’interno mi hanno urtata (Mars and Venus Gender Contrast, Anything That Moves e molti altri). Da più grandicella ho amato “Dr. House MD”, almeno fino alla fine della terza stagione; dopodiché hanno flanderizzato dei personaggi ed è cominciata a calare anche l’awesomeness delle battute di House – francamente non mi è andato giù neppure che abbiano deciso di svecchiare il cast, ma è possibile che sia dovuto alla mia scarsa propensione ad accettare i cambiamenti u______u. Uno sceneggiato televisivo che amo è “La Freccia Nera” di Anton Giulio Majano; per essere stato girato negli anni Sessanta, infatti, lo trovo rapido, avvincente e con una caratterizzazione abbastanza buona. Da aspirante doppiatrice adoro poi la dizione perfetta degli interpreti, anche se so che è un pregio che quasi nessuno nota più oggigiorno °/////////°. Mi rimprometto spesso, inoltre, di informarmi su "Orange Is The New Black", perché date le premesse (personaggi meno cliché del solito, focus sulla realtà del carcere, focus sulla realtà del carcere femminile, umorismo nero, tematiche LGBT*) ha tutte le carte in regola per piacermi. E non dimentichiamo "Angels In America", diavolo! (No pun intended) E' un'altra (mini)serie su cui vorrei saperne di più e che a quanto pare ha tematiche, personaggi e trama gestiti in maniera magistrale
 
Pure di anime e manga confesso di non intendermene granché, ma mi fa sempre piacere scoprirne di nuovi e di qualità. Di manga che ho letto e apprezzato ci sono “Death Note” di Tsugumi Ohba (ho visto anche l’anime più in là, e per quanto sia splendido rispetto ad altri trovo che non regga il confronto col manga), “Nana To Kaoru” di Amazume Ryuta e “Girl Friends” di Milk Morinaga. Da piccola ho seguito vari anime, tra cui “Lady Oscar” e “I Cavalieri Dello Zodiaco”, però mi chiedo in continuazione quanto siano stati censurati e stravolti rispetto agli originali e quanto possa dire di conoscerli <_______<. Per quanto riguarda i film d’animazione giapponesi, mi sono piaciuti “Perfect Blue” di Satoshi Kon e “La principessa Mononoke” e “La città incantata” di Hayao Miyazaki.

  1. Quali sono secondo te le caratteristiche che un buon libro/film deve avere?

  Dovendo rispondere in maniera scarna… Tanto per cominciare, dev’essere scritto/diretto bene. E con questo intendo che si deve mettere molta cura nella forma, non rendendola pomposa, ma editando, variando, correggendo e documentandosi. Devo sentire che gli autori ci hanno sudato sette camicie anziché uscirsene con la prima cavolata che gli veniva in mente.
  Poi i personaggi devono essere ben caratterizzati; devono avere degli ideali, degli hobbies, dei progetti, dei gusti, dei sentimenti, delle manie, essere insomma persone a tutto tondo, perché questo li rende realistici ed è facile immedesimarsi. Devono agire in maniera coerente con la loro natura profonda e devono avere dei difetti, che vengano riconosciuti dagli altri personaggi e li mettano nei guai almeno una volta. Sono difetti che possono superare oppure no man mano che la storia procede, ma devo sapere che sono lì, e che gli autori non hanno creato degli dèi. In linea di principio non mi dà alcun fastidio quando gli autori mettono un sacco di sé stessi nei personaggi; dopotutto bisogna parlare di ciò che si conosce, e quale modo migliore di farlo se non parlare delle proprie esperienze? Quello che però non sopporto è quando gli autori inseriscono sé stessi nella storia sotto falso nome e in versione infighettita (alias Self Insert e Mary Sue), per vivere le avventure dei propri personaggi e nel frattempo dedicarsi ad altri piaceri solitari.
  In ultimo ma non meno importante, la storia deve avere un messaggio, affrontare determinate tematiche. È per questo che gli spaccati di vita e le storie nate da sogni erotici dovute alle indigestioni di peperonata mi piacciono poco: non c’è un fulcro, non c’è un messaggio, sono solo una serie di vignette per appagare una fantasia. Invece, quando un’opera mi dà l’opportunità di riflettere sulla natura, sull’universo, sull’animo umano per me è il massimo, specialmente se le riflessioni a cui mi spinge non sono banali. 

  1. Quali consigli puoi dare agli aspiranti scrittori di professione?

  Be’, ne darò periodicamente su questo blog xD In maniera striminzita leggete un sacco, studiate un sacco e documentatevi un sacco. Scrivete di quello che vi interessa e che conoscete, con l’obiettivo di divertirvi tutto il tempo e anche quello di divertire gli altri, ma non perdiate mai di vista il fatto che scrivere per professione è una cosa dannatamente seria, e non uno scazzo temporaneo né tantomeno un lavoro facile. Siate pronti ad ascoltare qualsiasi critica e complimento, ad andare avanti a testa alta e a correggere parti dei vostri scritti se vi rendete conto che chi vi critica ha ragione. Soprattutto, quando vi sedete alla scrivania, ponetevi sempre queste domande: “Cosa rende questa storia così importante per me? Perché voglio raccontarla ad altri? Perché dovrebbe essere importante per gli altri?” Dovete essere sicuri di avere qualcosa da dire, e che nessuno abbia saputo dirlo come voi in precedenza. E secondo me non vale la pena di sprecare il tempo a scrivere qualcosa che non sentite come vostro, che non vi appassiona, con personaggi di cui non può interessarvi di meno. Scrivete il libro che vorreste leggere. 

  1. Perché scrivi con gli asterischi a volte, se detesti il kappese?

  È una cosa diversa dal kappese; si tratta di pura e semplice netiquette verso le persone transgender e genderqueer, o su chiunque sia ancora insicur* della propria identità di genere e non si riconosca appieno né nel genere maschile né nel genere femminile. Se siete confus*, non preoccupatevi, ho un articolo in programma su questo.

  1. Quanto tempo impieghi a scrivere un articolo?

Domandona! E' una cosa che dipende tantissimo dai miei impegni, dalla mia disposizione d'animo e dal livello di documentazione che ho dell'argomento che dovrei trattare. Alcuni articoli che ho programmato hanno richiesto un paio d'ore al massimo (in particolar modo le pubblicità e le traduzioni dall'inglese), ma altri, soprattutto se l'argomento alla base è la scrittura o una recensione, hanno richiesto dai giorni alle settimane intere. E questo senza contare i vari editing che faccio a ogni articolo. A volte penso di passare più tempo a rileggere/editare quello che scrivo che a scriverlo. 

  1. Perché nei tuoi articoli/nei tuoi ebook usi sia "be'" che "beh"? Non puoi sceglierne uno solo?

E' una preferenza stilistica dovuta ad una mia pignoleria: io sono convinta che si leggano in modo diverso, nonostante siano due variazioni dello scrivere la stessa parola. "Be'" lo leggo come qualcosa di biascicato, spiccio, magari accompagnato da un'alzata di spalle; "beh" lo leggo come più disteso e pensoso, magari accompagnato da un sospiro di stanchezza. Forse sarò influenzata dall'inglese, dove la H non è una lettera muta, ma fin da quando riesca a ricordarmi l'ho letto in modo diverso dalla prima versione. La mia lettura, e di conseguenza la mia scrittura, è sempre stata influenzata dalla recitazione ad alta voce e dal doppiaggio. 

Domande sul blog:

  1. Di cosa si occupa Selviero’s blog?

  Basically, di parecchie cose che mi intrigano, spaziando dai Foley Artists alle problematiche sociali. In particolare:

–         Recensioni di opere che mi siano piaciute un sacco o che mi abbiano fatto schifo;
–         Pubblicità di qualsiasi cosa io sia fan;
–         Classifiche di questo e quello;
–         Informazioni su ricette in cui mi sono cimentata;
–         Pubblicazione di foto che ho scattato io durante qualche viaggio o nella mia città;
–         Consigli sulla scrittura di me medesima o di autori che stimo;
–         Pensieri sulla scrittura di me medesima o di autori che stimo;
–         Condivisione di video con eventuale traduzione in italiano;
–         Citazioni che mi piacciono;
–         Traduzioni di articoli in inglese che ho apprezzato;
–         Pubblicazione dei miei racconti;
–         Backstage, Q & A, Tropes, authorfiction e parodie dei miei racconti;
–         Recensioni che altri hanno fatto a me, se ce ne saranno;
–         Miei rant su questo e quello.

  1. Cosa recensisci di preciso?

  Libri e film, sia famosi che semisconosciuti. Vorrei occuparmi anche di spettacoli teatrali o di musiche, visto che mi interessano allo stesso modo, ma non ho (ancora?) l’esperienza necessaria per farlo.

  1. Quali sono i tuoi parametri quando recensisci?

–         Le recensioni devono essere utili. Questo si traduce nel fatto che devo avere un parere ben strutturato su ciò di cui sto scrivendo –devo aver riletto i libri/rivisto i film per essere sicura che non mi sia sfuggito niente, devo consultare le interviste agli autori per sapere se volevano esprimere qualcosa che non ho capito, e come optional devo conoscere anche le idee dei fan e degli anti –in modo da poter dire con esattezza “quest’opera vale la pena di prenderla in considerazione”, “quest’opera non vale la pena di prenderla in considerazione”. Inoltre, tengo sempre presente la popolarità del libro o film in questione, quando decido se parlarne o meno. Un’opera sconosciuta di una bruttezza immensa, per esempio, è inutile: chi la comprerebbe? Un’opera sconosciuta che sia molto bella invece è utile, perché fa scoprire una piccola gemma altrimenti sepolta da una montagna di altre cose. Un’opera famosa bella o brutta, a meno che non sia già stata commentata a destra e a manca al punto che io non avrei più nulla di nuovo da dire, è utile. Questo non significa però che la popolarità incida sul mio giudizio, visto che ho amato e odiato le cose più disparate indipendentemente da quanti ci andassero dietro.
–         Le recensioni devono essere chiare. Indipercui il linguaggio dev’essere piano e semplice, e nel caso debba usare termini tecnici mi dovrò preoccupare di spiegarli.
–         Le recensioni devono essere quanto più possibile obiettive. Devo cercare di non farmi condizionare dalla mia simpatia o antipatia verso gli autori, motivo per cui sono restia a leggere interviste prima di buttarmi sul libro/film: il mio primo impatto è preferibile che sia scevro dai loro giudizi. Devo cercare di analizzare il tutto con razionalità, riconoscere pregi e difetti senza portare nessuna delle due categorie all’estremo. Allo stesso tempo, però, ci sono delle cose che rimangono soggettive, legate ai miei gusti e alla mia morale. Ad esempio, un film curatissimo nella forma con una psicologia dei personaggi pessima è un film che non mi piacerà quasi di sicuro (*coffcoff* “Juno” *coffcoff*), mentre un film che oltre ad essere diretto in maniera fluida ed elegante abbia delle morali che spaccano è un film che quasi di sicuro apprezzerò (vedi “American Beauty”). In ogni caso, quando si entrerà nel soggettivo te ne accorgerai da tutti i “secondo me”, “a parer mio” e “IMHO” che inserirò.
–         Le recensioni devono essere quanto più possibile divertenti e/o interessanti. Non credo di avere un grande senso dell’umorismo, ma faccio quello che posso per avvincere, perché sono un’aspirante scrittrice. Quindi aspettati sarcasmo, ironia, linguaggio colorito, domande retoriche, giochi di parole e via dicendo, soprattutto nelle recensioni negative.

  1. Che licenza hanno gli articoli che scrivi?

​  Per quanto riguarda i testi, hanno licenza Creative Commons – Attribuzione – Non Commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia. All’atto pratico significa che finché rispetti queste tre condizioni…

Attribuzione: Devi specificare che li ho scritti io e linkare Selviero’s blog (www.selvierosblog.it) da qualche parte. 
Non Commerciale: Non puoi riutilizzarli per chiedere soldi.
Non opere derivate: Non puoi alterarli o usarli per creare un’altra opera.

… puoi fare quello che vuoi con gli articoli. Puoi copiarli e ripubblicarli su siti, blog o riviste. Puoi esporli e recitarli in pubblico. Puoi stamparli e/o distribuirli a chi più ti aggrada. Insomma, scegli tu.

  Per quanto riguarda le immagini o i video, invece, li ho trovati tutti grazie a un motore di ricerca e non mi appartengono, quindi se vuoi riutilizzarli devi chiedere il permesso ai rispettivi proprietari. L’unica eccezione sono i disegni e le foto fatti da me, che hanno la stessa licenza dei testi. 

  1. Che licenza hanno i racconti che scrivi?

La stessa di testi, disegni e foto =) 

  1. Posso commentare? 

  Certamente: sono sempre a caccia di opinioni su quello che scrivo. L’unica cosa che ti chiedo è di leggere con attenzione il Regolamento prima di farlo. 

  1. Perché ti accanisci così tanto contro gli autori che odi? Cioè, a volte sembra che la prenda sul personale!

  Detto in modo schietto: è proprio così, quando qualcosa mi fa schifo la prendo sul personale, un po’ perché mi sono ritrovata a pagare per un’opera odiosa, un po’ perché sono convinta che le opere influenzino la mentalità delle persone a volte in negativo (si va da “Se Tizi* scrive da cani ma l’hanno pubblicat*, perché non posso fare la gavetta anch’io?” a “Se Tizi* dice che un ragazzo che ti segue ovunque e ti spia mentre dormi e ti impedisce di avere altri contatti umani è romantico, allora è romantico!”), un po’ perché vedere osannato qualcosa che mi ha fatto schifo e che se provi a criticare un dettaglino minuscolo ti scannano mi fa girare le ovaie. Spesso quello che mi fa scattare la molla dell’acidità è appunto il fanatismo fuori controllo, but I digress.
  Mi “accanisco” anche perché è divertente. Spiegare per filo e per segno le ragioni per cui odio X mi rilassa, mi sprona e mi piace, mi spinge a delle riflessioni su me stessa e sul mondo circostante che neanche immagini. E tu magari potrai trovarlo discutibile, ma ci sono persone che vanno addirittura a cercare i recensori che si accaniscono contro qualcosa (cito il Nostalgia Critic, Yotobi/Mostarda e MightyPirate tra tutti), li trovano divertenti anche loro.
  E per quanto concerne l’attaccare gli autori, ti rimando alla domanda 10 (uh, bell’allitterazione).

  1. Perché scrivere recensioni negative del tutto? Non è meglio parlare solo delle cose che piacciono?

  Io NON credo che parlare solo e soltanto delle cose positive porti a dei risultati positivi, plain and simple. Per usare un’analogia brutale, è una forma di censura tipica delle distopie. Parlando della vita di tutti i giorni, anche lì non succedono solo cose bellissime al cubo, ma questo non deve fermarci dal discuterne, né ci deve far chiudere gli occhi davanti all’orrore/lo schifo/la volgarità/etc. Se vogliamo metterla sul piano personale ancora una volta, be’, ho imparato a mie spese che accumulare astio verso qualcosa e non poterlo esprimere per paura del giudizio degli altri conduce a problemi di varie dimensioni. 

  1. Ma perché su Internet non possiamo essere tutti più leggeri e spensierati? Perché non possiamo lasciare fuori i problemi?

  Perché Internet non è un mezzo di discussione meno valido di un salotto letterario. Non c’è nessuna regola che vieti di usarlo per informare, riflettere e anche criticare, al massimo sei tu che poni questa domanda a vederlo come uno scazzo e basta.

  1. Sarà, però tu insulti gli autori che odi e questo non mi piace.

  No, mai, e vieto di farlo anche nel Regolamento. Mi limito a prendere in esame le loro opere, è rarissimo che scriva qualcosa sulla loro filosofia mentre scrivevano/giravano, e in ogni caso tutte le volte che l’ho fatto non sono state speculazioni azzardate ma affermazioni supportate da fatti, interviste e siti personali. Quello che non mi sono MAI permessa di fare, invece, è dare loro del “cesso”, dell’”analfabeta”, della “troia” o del “ritardato”, né attaccarli sul piano privato. Non ho insultato, ho criticato le cose che non mi andavano giù, ed è un mio diritto.

  1. Idiota, ma non ti accorgi che stai parlando di X anche se non ti piace? Così lo fai diventare solo più famoso! 

​  Non credevo che avessi un’opinione così alta del mio blog, al punto tale da ritenere che grazie a me X avrà una risonanza significativa in Italia o nel mondo =O Ti ringrazio. Comunque, se dovesse succedere non vedo quale sia il problema per te: sto pubblicizzando, anche se male, qualcosa che tu adori, quindi lo farò conoscere a persone che potrebbero adorarlo allo stesso modo – a meno che non siano d’accordo con me – e con cui potresti fondare tanti Fan Club su X e tanti Club in cui discutete di quanto io sia idiota. Perciò con la tua gentile approvazione adesso torno a smerdare X. 

  1. Ma non è così semplice!!!!!!!! Tu stai pubblicizzando MALE qualcosa, perciò condizionerai la gente ad odiarlo!!!!!!!!!!!!!!!!!!1111111 è ingiusto che lo giudichi così!!!!!!111111

  Te lo concedo: ci sarà una porzione di gente condizionata dalla mia pubblicità negativa su X che deciderà di non prenderlo in considerazione. Ma ci sarà anche una porzione di gente che deciderà di dargli lo stesso una possibilità, per verificare da sola se ho ragione o no, e una che troverà le mie motivazioni ridicole e proseguirà per la sua strada. Io sono solo un’altra blogger che decide di dire la sua, e ancora non so quanto le mie idee possano fare la differenza. È un esperimento e lo scopriremo insieme.

  E infine… Spiegami perché è ingiusto. Spiegami perché sbaglio a odiare X, che ne sai?, potrei anche cambiare idea, mentre ti assicuro che non la cambierò se tu continuerai a dirmi soltanto “no, tu non hai ragione e sei ingiusta”, perché è un’affermazione non argomentata. Io voglio leggere la tua opinione al riguardo, anche se fosse discorde dalla mia, credimi, mi interessa sinceramente. A patto che tu non cominci a insultarmi perché non siamo d’accordo o vai fuori tema, nel qual caso entreranno in gioco Random e Perle dei porci. 

  1. Cosa sono Random e Perle dei porci?

  Sono due sezioni di Selviero’s blog in cui sposto alcuni commenti, per le motivazioni più disparate.
  Random è, come il titolo suggerisce, una sezione in cui finiscono i commenti Off Topic, quelli che sollevano polveroni (ad esempio un’opinione articolata sull’aborto) e un posto dove potete, se vi va, chiacchierare del più e del meno o darmi consigli su come migliorare il sito. Non è una sezione libera del blog e anche quando postate lì il Regolamento va applicato.
  Perle dei porci è un concentrato di tutta la peggiore sozzura che possa intasare un blog – commenti in kappese, caps-lockese, stupidi, inutili, volgari, offensivi, maleducati, pietosi, accusatori e quant’altro.
  Ne consegue che finire in Random non è per forza una cosa brutta, mentre finire in Perle dei porci lo è senz’altro.

  1. Ma perché mi hai chiamat* troll/maleducat* e hai spostato il mio commento in Perle dei porci?!? Io non ho fatto niente!

  Sicur*? Se l’ho spostato lì qualcosa dovrai pur averlo fatto. Tuttavia, se sei davvero convint* di essere stat* giudicat* male, la cosa migliore che tu possa fare per non essere chiamat* troll/maleducat*, dopo il mio primo richiamo, è smentirmi iniziando a rispondere subito in maniera ineccepibile.

  1. Merda, ho inviato un commento pieno di errori! Come posso modificarlo?

  Eh, non puoi .__. Solo io posso modificare i commenti, in qualità di amministratrice. Comunque non preoccuparti, qualche refuso può capitare a tutti, e non c’è bisogno che tu scriva un altro commento solo per correggerlo; se fosse proprio illeggibile puoi chiedermi di spostarlo in “Random”. La prossima volta, però, prenditi un minuto per controllare il tuo commento prima di inviarlo.

  1. Hai fatto un refuso in questo articolo. Posso segnalartelo?

  Of course you can! Proprio come per le tre C in generale sugli articoli, segnalare i refusi nutre l’anima. 

  … Okay, magari non nutre proprio l’anima, però mi consente di migliorarmi in futuro. ^^’

  1. Come mai il mio commento non compare?

Forse è stato spostato nell'archivio dello SPAM; può capitare, a volte i filtri anti-SPAM fanno un po' di casini. Controllando spesso la cartella dello SPAM, comunque, non devi preoccuparti, perché è abbastanza certo che me ne accorga. 

  1. Come faccio a registrarmi e che vantaggi ci sono?

Ti basta cliccare su "Registrati" in fondo alla home page (per intenderci, dove sta scritto anche "Accedi, prode utente") e seguire le indicazioni. Ti verranno richieste solo la mail (che, don't worry, non sarà pubblicata e io non fornirei mai a nessuno; non ne ricaverei nessun vantaggio, e oltretutto per me la privacy è sacra) e il nome utente. Dopodiché, controlla la tua posta, perché WordPress ti invierà una password con cui potrai accedere al tuo profilo e personalizzarlo. Nota: A volte ti sarà necessario controllare anche la cartella dello SPAM, perché a seconda dei sistemi di protezione la mail potrebbe essere spostata lì. 

L'unico vantaggio pratico che avresti iscrivendoti sarebbe rendermi molto felice avere una volta alla settimana la newsletter di questo blog, ma puoi anche commentare senza registrarti inserendo un nome utente e la tua mail nel form dei commenti. 

EDIT: Come penso avrai potuto renderti conto, la newsletter del blog non è mai né partita né decollata, a causa di guasti tecnici. Quindi… iscrivendoti non la potresti leggere, io e chi di dovere abbiamo disinstallato anche il plugin ^^''''. 

  1. Puoi recensire X se te lo chiedo?

  Puoi senz’altro indicarmi un libro o un film che ti piacerebbe venisse recensito in “Recensioni: cosa suggerite?”, se mi motivi la tua scelta – e se lo trovo interessante potrei decidere di recensirlo sul serio. Il punto è che, disgraziatamente, dovrai pazientare un bel po’. Ho più di settanta articoli da rivedere, correggere e postare, non posso concentrarmi su nulla di nuovo finché non sarò giunta alla fine o molto vicina alla fine.

  1. In base a cosa secondo te un libro o un film è interessante?

  Vedi la domanda “Quali sono secondo te le caratteristiche che un buon libro/film deve avere?” per i dettagli generali. Un’altra cosa che posso dire è che l’opera in questione deve colpirmi, in positivo o in negativo. Quando sono indecisa sul mio parere riguardo un libro o un film, e ci trovo pregi e difetti in egual misura, sono anche titubante a postare, specie se è strafamoso e molti hanno già detto la loro. 

  1. Che succede se ti ho chiesto di recensire X e tu alla fine lo trovi neutro, sei indecisa sul tuo parere?

  Se l’ho letto/guardato significa che ti ho promesso di farlo, right? =) E siccome per me una promessa è sacra (motivo per cui sono restia a farne: è una grande responsabilità) ti contatterò via mail per esporti lo stesso il mio parere, in maniera forse un po’ succinta rispetto ad una recensione.

  1. Puoi tradurre uno dei link in inglese alla fine di questo articolo? Mi piacerebbe tantissimo imparare di più sull’argomento.

  Se molte persone sono interessate, assolutamente sì.

  1. Perché non vuoi leggere o recensire romanzi pubblicati con contributo?

  Mi tocca quotare Gamberetta e Topolinamarta: perché se una persona paga per pubblicare è quasi sempre scema. Al giorno d’oggi Internet offre centinaia di metodi per pubblicare in alternativa ad una casa editrice a pagamento, passando dai servizi di print on demand come Lulu ai siti web creati apposta dagli scrittori indipendenti (per citarne uno, Roberto Tartaglia). Nel caso in cui la persona in questione non fosse scema, è pur sempre incapace di fare ricerche, e se è incapace di fare ricerche non può aver scritto un romanzo valido.

  1. Posso mettere un link a Selviero’s blog nel mio blog?

  Ovvio che sì. =)

  1. In cambio mi fai pubblicità?

  No. Mi fa piacere che ti interessi il mio blog, ma non mendico pubblicità a nessuno e non la faccio a nessuno a meno che non stimi il sito in questione e i suoi autori.

  1. Potresti smetterla di scrivere pagine e articoli lunghiximiximi? Mi stanco a leggere tanto, mi fa distrarre e mi annoio! Glassie! =D

  Per niente. Io rigetto l’idea che stando su Internet sia obbligatorio essere spicci fino alla superficialità e simpaticoni. E rigetto pure l’idea che testo lungo = sempre palloso e infarcito di quisquilie, così come l’ho rigettata a scuola, a casa e con estranei.

  Se per te quello che scrivo è intrinsecamente palloso e infarcito di quisquilie, lo sarebbe anche se scrivessi la stessa cosa usando venticinque parole anziché cinquemila. E se per te lo è in quanto lungo, mentre sarebbe fiQuo se fosse breve, significa che non ti interessa parlare davvero con la sottoscritta né leggere le sue argomentazioni – quindi ti consiglio Facebook e Twitter, dove troverai tanti messaggi spicci fino alla superficialità e simpaticoni. 

  1. Qual è la tua politica sugli Off Topic?

  In linea di massima tento di evitarli negli articoli e quando si parla dei miei racconti, perché ho notato che è il modo migliore di sollevare questioni politiche/filosofiche/religiose/morali/whatever che scatenano flame infiniti.
  Tuttavia quando vedo che il dibattito che si è creato è produttivo e si svolge in tutta tranquillità sono più tollerante… fino a un certo punto, se c’è più di una pagina fuori tema ad esempio sposto tutto in Random e invito gli altri a tornare IT.

  1. Qual è la tua politica sugli spoiler? 

Il modo migliore per farsene un'idea è consultare questo articolo, ossia la mia presentazione. 

  1. Posso collaborare scrivendo per il blog?

  Mi lusinga molto come proposta, ma preferisco di no °//////°. Considero Selviero’s blog troppo personale e non voglio assumermi la responsabilità delle parole di un* altr*; già è difficile gestire quelle che escono di bocca (o dalla tastiera) a me. Quello che potrai sempre fare, a meno che tu non sia un troll, è sfoderare le tre C su quello che scrivo.

  1. A proposito delle tre C, ci sono un sacco di termini che mi sono oscuri negli articoli…

  Prendo in prestito un’idea di Gamberetta e faccio qui un piccolo glossario per aiutarti:

–         Le tre C: Criticare, Consigliare e Commentare.
–         TvTropes: Sito utilissimo in lingua inglese che raccoglie tutti i Tropes della cultura popolare e che seguo per imparare a scrivere meglio.
–         Tropes: Dei topos, delle situazioni, delle convenzioni che gli autori inseriscono (in maniera conscia oppure no) nelle loro opere. In teoria sono solo Tools (strumenti), perciò possono essere usati bene o male a seconda dell’opera, tuttavia ce ne sono di discreditati o abbandonati. Con un Trope si può giocare in mille modi: invertendolo (in quel caso si dice che il Trope è inverted), sovvertendolo (subverted), evitandolo (averted), portandolo all’ennesima potenza (exaggerated), facendolo notare a un personaggio senza ulteriori spiegazioni (lampshaded hanging), applicando la logica della vita reale (deconstructed), migliorandone i difetti (reconstructed), eccetera. .
–         IRL: In Real Life, ossia “nella vita reale”, termine molto comune su Internet.
–         LOL: Laughing Out Loud, ossia “Ridere a crepapelle”, termine molto comune su Internet.
–         LMAO: Laughing My Arse Off, ossia “Ridere col culo per aria”, termine molto comune su Internet.
–         Fastidious/FN: Fastidious Notes, blog che recensisce fyccine in maniera spietatamente ironica [cit.]
–         LooneyTuneBlogger che a parer mio scriveva cose molto interessanti. Gestiva il blog "I Was A Foster Kid". 
–         Tommykaine: Blogger che a parer mio scrive cose molto interessanti. Gestisce il Live Journal che porta il suo nome.
–         Gamberetta: Blogger che a parer mio scrive cose molto interessanti. Gestisce il blog “Gamberi Fantasy”.
–         Topolinamarta: Blogger che a parer mio scrive cose molto interessanti. Gestisce il blog “Pensieri d’Inchiostro”.
–         Mervin: Blogger che a parer mio scrive cose molto interessanti. Gestisce il Live Journal “Das Sporkings”.

–        Spark In Darkness: Blogger che a parer mio scrive cose molto interessanti. Gestisce il blog che porta il suo nome
–         IMHO: In My Humble/Honest Opinion, ossia “Secondo la mia umile/onesta opinione”.
–         Unfortunate Implication: Letteralmente "implicazione sfortunata", si riferisce ai messaggi negativi che presenta un'opera leggendo tra le righe. E' diversa dai "messaggi subliminali" perché meno accusatoria (a differenza dei messaggi subliminali una Unfortunate Implication non sottointende per forza che gli autori si siano accorti dei messaggi negativi che abbiano mandato, ma questo non cancella i messaggi negativi) e più precisa (non tutti i messaggi subliminali sono pessimi, una Unfortunate Implication lo è sempre). Un esempio di Unfortunate Implication: gli eroi della storia (tre bianchi e un nero) vengono portati al cospetto del Kattivone di turno, che per dimostrare tutta la sua cattiveria decide di ucciderne uno sotto gli occhi dei compagni. Se uccide l'unico nero del gruppo e prima di finirlo gli dà anche dell'essere sottosviluppato o dell'animale, e non viene mai condannato per questo né dagli altri personaggi né da chi scrive, anche in forme allusive e cifrate, la Unfortunate Implication è che chi scrive sia razzista. 
–         Double Standard: Letteralmente "doppio standard", si riferisce di solito (ma non sempre) all'usare due pesi e due misure sbilanciati a favore delle donne o degli uomini. Un esempio classico di Double Standard è il considerare accettabile un quarantenne non sposato e il considerare una povera zitella disperata una quarantenne nella stessa situazione. 

–         Infodump: E’ un errore in cui scadono molti autori e consiste nel dare informazioni in un modo che blocca la narrazione con dettagli irrilevanti per una scena. Esempio: “Il drago emise un verso rauco e strozzato, avviluppato su sé stesso come un serpente gigante, e un fiotto di sangue e vomito gli schizzò dalle fauci. La principessa ansimò e brandì la propria spada, che era stata fabbricata cinquecento anni prima dai folletti della foresta di Nottingham, che aveva dato il nome al Nottinghamshire, regione settentrionale dell’Inghilterra.” I mean, seriously? Perché dovrebbe interessarci, in una scena del genere? xD
–         Deus Ex Machina: Nelle tragedie greche, in particolare quelle di Euripide, avveniva nel finale e si trattava di un dio che irrompeva sulla scena per risolvere tutti i casini dei protagonisti, che altrimenti non avrebbero saputo cavarsela. Oggi si usa in maniera ironica per indicare una risoluzione narrativa irrealistica o improbabile – paragonabile quindi a un intervento divino xD
–         Show, don’t tell: Una tecnica di scrittura sacrosanta che tradotta in italiano è “Mostra, non raccontare”. I lettori assimilano e si concentrano di più quando un evento è mostrato, tradotto in un’immagine concreta. Quindi scrivere “Tizio era nervoso” è raccontare, scrivere “Tizio si mangiava le unghie” è mostrare. Io tento di usarlo il più possibile, ma ci sono casi particolari in cui ho delle riserve.
–         As You Know, Bob: Un Trope che consiste nel mettere in bocca ai personaggi frasi che non pronuncerebbero, semplicemente perché l’autore deve comunicare determinate informazioni al pubblico. Un esempio è: “Ho perso il lavoro, come ben sai.” Risposta che darebbe qualsiasi persona IRL: “E allora perché me lo stai dicendo?” xD
–         Pg: Abbreviazione di “personaggio/i”.
–         Relatable: Termine della lingua inglese che significa "con cui ci si può relazionare", se non addirittura "identificare". 
–         Sympathetic: Italianizzato da me e Beev in "simpatetica", "simpatetic*" o "simpatetico", è un termine inglese che di solito si riferisce a un personaggio che genera empatia, per cui il pubblico tifa o del quale ha per lo meno stima. "Simpatic*" in italiano non avrebbe avuto la stessa sfumatura di significato, perché ormai c'è gente che identifica le persone simpatiche solo come persone solari e spigliate, e il termine è carico delle accezioni più disparate. "Sympathetic" in inglese è molto più vicino all'originale sympatheia greca per gli istrioni a teatro ("sym" = "con"; "patheia" = "sofferenza"; "personaggio con il quale il pubblico soffre insieme, con il quale patisce le stesse sofferenze"). 

–         Flanderizzazione: Mia italianizzazione del Trope Flanderization, che è quando un autore prende un singolo tratto di un personaggio e lo esaspera al punto tale che diventa l’unica cosa a caratterizzare quel personaggio. Sebbene TvTropes non lo consideri negativo di per sé, io penso che lo sia quasi sempre (dico "quasi" perché voglio ancora dare credito all'ipotesi che esista qualcuno nel mondo che lo usa in maniera positiva). È un po’ come quando i bulli prendono una caratteristica di una persona reale e la ingigantiscono fino a renderla l’unica caratteristica di quella persona, e la persona finisce etichettata. È un impoverirne la personalità, IMHO.
–         Hand-holding: Termine usato da Mervin per indicare un autore o un’autrice che letteralmente “tiene la manina” ai lettori, spiegandogli a menadito cose che non hanno bisogno di essere spiegate e trattandoli alquanto da deficienti.
–         Sledgehammer of Symbology: Parente stretto dell’Hand-holding, è una simbologia palesissima, intrusiva e fastidiosa nella sua solennità.
–         Eterosessismo: La presunzione dell’eterosessualità, e anche la convinzione che la prospettiva eterosessuale sia universale. Va a braccetto con l’omofobia.
–         Eteronormatività: La convinzione che chiunque non sia eterosessuale e cisgender e conforme a uno stereotipo vada “rieducato” e fatto rientrare nei ranghi della normalità.
–         Mary Sue: Citando Wikipedia, una Mary Sue (o, al maschile, un Gary Stu) “è un personaggio troppo potente e troppo perfetto per risultare simpatico ai lettori”, che non perde mai una battaglia, che ha il mondo ai suoi piedi al limite del ridicolo, che se non è un* protagonista mette sempre in ombra il pg principale, che impara nozioni difficilissime in tempi record, e che al 99% dei casi ha anche un passato Wangstoso per cercare di far provare compassione per lei/lui. Capita che abbia anche molti nomi (tipo Shannon Vanilla Marie Ashley Jean Emmeline Johnstone) e che sia bellissimissimo al cubo.
–         Scary Sue: Il Foil, la controparte, l’antagonista della Mary Sue, che esiste solo per essere stronza e acida e far risaltare la Mary Sue.
–         Jerk Sue: Un tipo particolare di Mary Sue che a differenza di quella classica (buona e gentile con tutti) è lo stereotipo della ragazza grintosa e alternativa, una “tosta”, ma in realtà è solo rude e maleducata e violenta. Gli altri tratti marysueschi (il passato tragico, il favoritismo dell’autore/autrice, la bellezza impossibile, la fortuna sfacciata) sono invariati.
–         Wangst: E’ un Trope discreditato –se non per scopi comici –e consiste nel cercare di far esprimere un conflitto interiore o esteriore a un personaggio facendolo lagnarsi a tutto spiano. Come potrai senz’altro comprendere è fastidioso, e non per nulla è la contrazione di “Whine” (“lagnarsi”) e “Angst” (“tormento”).
–         POV: Point Of View, ossia il punto di vista.
–         Kapolavoro: Un’opera insulsa che però per un certo tipo di fan (ossia i fan bimbiminkia ke skrivono kon le kappa) è un capolavoro che resterà nella storia dell’umanità.

  1. Perché ti sei fatta domande e risposte da sola, anche se nessuno ti ha ancora chiesto X? 

In realtà sono domande che potrebbero essermi poste/mi sono state poste da altri, e ho ragionato dando delle risposte in anticipo. Penso sia un bene stabilire delle regole fin da subito, e mettere in chiaro il più possibile i miei obiettivi. E tra le altre cose, secondo me è normale che gli (aspiranti) scrittori parlino con se stessi; questo è solo un altro modo di farlo. [/Stephen King mode]

  1. Ah! Hai detto che vuoi essere autrice solo tu perché Selviero’s blog è troppo personale, ma alla tua amyketta Beev consenti di esserlo, eh? Ipocrita nepotista!

  Io NON consento a Beev di essere coautrice del blog. Beevean non è altro che una collaboratrice del blog, il che significa che è autorizzata a creare e modificare solo i propri commenti nella sezione che le ho dedicato. Se avessi letto la pagina “Beev’s RMXs” avresti trovato questo ad illuminarti:

Occorre una precisazione alla fine, per evitare che qualcun* si faccia idee sbagliate sulla serietà mia e di questo blog/mi chieda di pubblicizzare anche l*i per par condicio. Non è necessario che questi travisamenti ci siano, ma potrebbero capitare.
Io non sto pubblicizzando i lavori di Beevean per fare un favore alla mia amyketta. Li sto pubblicizzando perché credo che abbia del vero talento e mi piacerebbe darle uno spazio in cui esprimerlo. Certo, lo faccio con piacere perché le voglio bene, e non è qualcosa che mi pesa fare, TUTTAVIA non è la ragione principale. La ragione principale per cui la pubblicizzo è che la stimo a livello professionale, e lo pensavo già da prima di diventarle amica stretta.

Quindi, se vi va di darle una possibilità, ascoltate ed eventualmente commentate pure: dal mio punto di vista non ve ne pentirete.

  L’averla resa una collaboratrice anziché un’umile utente è nato proprio dal fatto che volevo dare visibilità ai suoi lavori, ma se avesse postato in “Random” si sarebbero persi commento dopo commento, pagina dopo pagina. Quindi è una questione di mera comodità. La fiducia e l’affetto privati c’entrano relativamente, e il nepotismo non c’entra affatto.

  1. Allora puoi pubblicizzare anche i miei lavori? Eh? Eh? Anche io sono musicista/scrivo/disegno/sono un* artista, e poi commento sempre quello che scrivi tu facendoti tanti complimenti!

  *Sigh* Aridanghete. Dipende. Se ti stimo a livello professionale, sei una persona equilibrata e gentile e paziente e non pretendi cariche superiori rispetto a collaboratore/rice, potrei farlo. Altrimenti scordatelo: non mendico pubblicità a nessuno e non la faccio a nessuno di default, proprio perché non mi piace scambiare favori e leccare sederi qua e là. Beev potrebbe essere l’unica eccezione o una delle poche eccezioni alla regola, solo il tempo ce lo dirà, e se questo ai tuoi occhi mi rende una nepotista o una stronza non posso farci niente. 

  1. Ha! Ma chi credi di prendere in giro? Si vede benissimo che sei una nepotista post-femminista fascio-comunista qualunquista, carrierista, arrivista e nazionalista, con intollerabili inclinazioni edoniste e un blog oltremodo oltranzista! E scommetto che difendi i froci solo perché sei una di loro, bleah, sciovinista di merda! Chiudi immediatamente questo blog! 

  Oh, ma bene, cos’abbiamo qui? =D Un* bimbominkia che non ha letto il Regolamento, come si evince dall’infrazione di quasi tutti i punti lì trattati. Be’, grazie di avermi fatto fare quattro risate col tuo italiano correggiuto, di aver commentato rendendo più facile trovare il mio blog sui motori di ricerca (tra parentesi, non lo chiuderò certo perché tu me lo ordini) e, in virtù dei poteri a me conferiti, adesso ti banno e sposto il tuo commento in Perle dei porci. *Risata malefica da fascio-comunista edonista qualunquista carrierista arrivista post-femminista oltranzista sciovinista e soprattutto nepotista*    

  1. Mi hai bannato? Cioè non posso più accedere a questo cazzo di blog? Ma… ma… ma… come osi?!? Ma chi ti credi di essere, stronza?

  Selviero, né più né meno. Per ulteriori dettagli rileggi la primissima domanda e, se possibile, tutta la FAQ. 

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