Random

L'idea di questa pagina mi è nata un po' osservando i forum, che hanno sempre una sezione Off Topic, un po' il LiveJournal di Das Mervin, che ha la Chatterbox. 

Il concetto è abbastanza semplice: qui potete parlare e basta, di tutto quello che volete e senza includere per forza gli articoli che scrivo. =) Penso possa andare bene perché facciate conoscenza, e perché eventualmente mi faccia conoscere pure io al di là della "tizia che si definisce la regina degli spoiler" e che "è divisa tra due amiche immaginarie chiamate Io e Me". ^^' Finché c'è condivisione, e finché rispettate il Regolamento (questa non è una sezione dedita all'anarchia u________u), ogni tema è ben accetto. 

E' probabile che Random mi sarà utile anche per postare tutti i commenti OT ad altri articoli, o quelli che sollevano discussioni molto accese (politica, religione, aborto, eutanasia, etc). Ricordo che non sono del tutto contraria al parlare qui di determinati argomenti, e che posso avere un po' di tolleranza se vedo che il dibattito si svolge in toni gentili e pacati… ma continuo a salutare con sospetto la nascita di discussioni simili, visto che l'esperienza mi ha insegnato che possono degenerare facilmente. 

Infine, se volete sfoderare le tre C su Selviero's blog, questo è il posto giusto. 

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16 pensieri su “Random

  1. Mmh… dunque. Direi che sia il caso di scrivere un commento introduttivo per spiegare con un esempio pratico come usare questa sezione. *Si spreme le meningi* Di che parliamo? 

    *Guarda la data di oggi* 

    Oh, ottimo: ieri è uscito il DVD di Frozen, che ho visto a gennaio e ho apprezzato. Anche se… ho qualche remora sulla versione italiana, che a parer mio ha avuto un doppiaggio pessimo (perché chiamare Enrico Brignano e Serena Autieri quando abbiamo voci di tutto rispetto tipo Fabrizio Vidale e Stella Musy? -.-''') e un adattamento dei dialoghi pessimo, cosa che si nota soprattutto nelle canzoni. Succede quando si privilegiano le rime (e le rime piuttosto scontate, peraltro) al significato in sé delle lyrics, per questo un pezzo come "Let It Go" è diventato "All'alba sorgerò". 

    Ora, citando un'utente storica del forum Anti Twilight… to be honest, a me piace rivedere mentalmente i testi scritti così come le musiche e le canzoni. Ci sono svariati pezzi famosi che, anche quando mi piacciono/mi colpiscono, passo in rassegna e cerco di smontare, e mi dico che qui e là cambierei qualcosa, nel tentativo di renderli il più perfetti possibile. Alla fine sono tutti piccoli progetti che rimangono nella mia testa. 

    Ma dato che mi sono aperta un blog, e dato che di "Let It Go" cambierei solo il testo italiano… perché non condividere con chi passerà di qui la mia personale traduzione? 😉

    Libertà

    La neve risplende sui monti ed io
    Mi sento così sola
    Un regno d’isolamento, e dev’essere il mio
    Il vento urla come il vortice che ho qui
    Ho ceduto, ma, ci ho provato, sì

    Non farli entrare, o accorgere
    Sii perfetta come si chiede a te
    Nascondi cosa provi ma
    Lo sanno già

    Libertà, libertà
    Controllarmi io mai più
    Libertà, libertà
    Chiudo il mondo fuori e via
    Non mi importa cosa dicono
    Che tempesta sia!
    Il gelo l’ho sempre sentito mio

    È bello guardare dall’alto
    Ciò che prima spaventò
    La paura mi controllava
    Però ormai non può

    Vediamo cosa posso far
    Senza limiti o moral
    Né bene e male o regole
    Cos’è?

    Libertà, libertà
    Sono unita a vento e ciel
    Libertà, libertà
    Mai e poi mai piangerò
    Sono qui e ci resterò
    Che tempesta sia!

    L’aria si riempie tutta della mia magia
    E l’anima mi turbina di neve in burrasca
    Un sol pensiero mi si cristallizzerà
    Addio al passato e solo folate di novità

    Libertà, libertà
    E il giorno inizia già
    Libertà, libertà
    Perché sono un’altra me
    Sono qui alla luce del sole
    Che tempesta sia!
    Il gelo l’ho sempre sentito mio

  2. Sì, il testo italiano è così brutto che non mi ha fatto capire quanto fosse bella Let It Go – non solo per il profondo significato misteriosamente perso nella traduzione (le analisi sul testo sono sempre interessanti – provate a farla sul testo italiano), ma proprio per le rime e il modo in cui l'Autieri ha cantato.

    (e non voglio parlare della versione di Martina Stroessel. No.)

    It's a shame, really. Si vede lontano un miglio che i traduttori volevano solo mantenere le rime (e che rime! "D'ora in poi, lascerò / che il cuore mi guidi un po'". Wow.), e mi chiedo quando siamo arrivati a fare così.

    Sono davvero importanti le rime? Risposta: no! Basta guardare la superba traduzione di Hellfire in Fuoco d'Inferno – chi ha visto Il Gobbo Di Notre Dame sa di quale gemma stia parlando. Confrontate i testi, sono identici D: e sonoramente, in Fuoco d'Inferno ci sono pochissime rime (accidentali probabilmente), il che è un peccato dato che la struttura di rime di Hellfire mi piace molto, ma l'importante è che il messaggio passi chiaramente. E tra testo quanto più fedele possibile (alcune differenze erano inevitabili, ok) e splendida interpretazione di Eros Pagni, direi che poco importa che "virtù" non faccia rima con "me".

    E niente, è davvero un peccato vedere un bel testo come quello di LIG stravolto e reso superficiale perché senza rima non piace ai pampini.

    Per la tua traduzione, è infinitamente superiore alla versione ufficiale come significato… ma forse la metrica è un po' forzata ^^' è difficilissimo rispettare la metrica, I know, però è un difetto che si nota nella bravura generale…

  3. Mi sa che è Martina Stoessel ^^''''''''… e yay, hai messo un sacco di link interessantissimi! =D L'analisi di LIG, il confronto tra testi, e quella genialata di Hellfire… 

    sonoramente, in Fuoco d'Inferno ci sono pochissime rime (accidentali probabilmente), il che è un peccato dato che la struttura di rime di Hellfire mi piace molto, ma l'importante è che il messaggio passi chiaramente. E tra testo quanto più fedele possibile (alcune differenze erano inevitabili, ok) e splendidainterpretazione di Eros Pagni, direi che poco importa che "virtù" non faccia rima con "me".

    Concordo in pieno, anche se "it's not my fault/if in God's plan/he made the devil so much stronger than a man" era imbattibile :\ Same for "Judge Claude Frollo longed to purge the world of vice and sin/and he saw corruption everywhere except within" in "Bells of Notre Dame". Però sì, capisco che a volte sia impossibile fare miracoli, e comunque la fedeltà all'originale è stata mantenuta… altro che quelle filastrocche per bambini che sono diventate le canzoni di Frozen. 

    Sulla metrica… mi hai beccata! °////////////////° Mi sai indicare qualche errorino?

  4. Stoessel, Stroessel… dettagli! *agita la mano* XD

    Forse in Italia non volevano mettere la parola "diavolo"? Certo, se era venuto loro un attacco di puritanesimo dovevano censurare tutto il personaggio di Frollo… XD Seriously, quelle parti in inglese mi piacciono molto, però sono sicura che abbiano fatto del loro meglio. Cosa che non posso dire di altre persone. *fissa male traduttori di Frozen* e_e

     

    Speaking of your lyrics…

    Senza limiti o moral

    E l’anima mi turbina di neve in burrasca

    Addio al passato e solo folate di novità

    Sono qui alla luce del sole

    Sono un po' difficili da cantare rispettando la metrica – oppure è possibile ma suona awkward. E personalmente "burrasca" non mi piace come suono ^^'

  5. Prima era "l'anima mi turbina di neve fratta", però… *fugge* 

    Okay, quoto su tutte tranne che sulla prima precisazione (se la canti tipo così: "sen-zali-mi-tio-mo-ral" ancora ancora ci sta) e cercherò di fare un lavoro migliore. =)

    Invece ho appena notato che per quanto il testo italiano sia comunque bruttino ci sono due strofe che musicalmente funzionano meglio delle mie: 

    La neve che cade sopra di me copre tutto col suo oblio
    In questo remoto regno la regina sono io
    Ormai la tempesta nel mio cuore irrompe già
    Non la fermerà, la mia volontà 

    […]

    Il mio potere si diffonde intorno a me
    Il ghiaccio aumenta e copre ogni cosa accanto a sé
    Un mio pensiero cristallizza la realtà
    Il resto è storia ormai, che passa e se ne va!

    Guarda caso, proprio le meno infedeli di tutte. 

    P.S.: Che ne dici se proviamo a tradurre insieme l'analisi di Let It Go, magari quando non ci si chiudono gli occhi per la stanchezza? ;P 

  6. Complimenti Selviero! ti verrò a leggere spesso, anche se non sono una appassionata di lettura come te, ma i temi che sollevi sono molto interessanti e stimolanti. Auguro tanto successo a te ed al tuo blog. A presto, Caterina 

  7. Rettifico su una cosa, continuando a parlare di Frozen: Serena Autieri non canta male di per sé. Anzi, ha una bellissima voce. Ma non è per niente fitting per Elsa, è troppo profonda, e sembra più impegnata a cantare bene che a manifestare le giuste emozioni. In sostanza, è buona come canzone in sé (se non fosse per il testo da ugh), ma in-universe? Un po' meno. (e forse sono nitpicking, ma mi salta troppo all'orecchio come dice "la regina… sono io")

    Okay, quoto su tutte tranne che sulla prima precisazione (se la canti tipo così: "sen-zali-mi-tio-mo-ral" ancora ancora ci sta) e cercherò di fare un lavoro migliore. =)

    Forse però è poco intuitivo? =(

     

    P.S.: Che ne dici se proviamo a tradurre insieme l'analisi di Let It Go, magari quando non ci si chiudono gli occhi per la stanchezza? ;P 

    YES =D anche quela sulle espressioni facciali!

  8. @Caterina: … Chiedo perdono per il ritardo mostruoso con cui mi sono connessa. Capita, quando sei impegnata ad elaborare piani per la conquista del mondo, ti invitano ad Agrabah ad esporli a Jafar e per tornare a casa non ti danno il tappeto volante perché non hai abbastanza soldi per pagartelo. Sigh. Devo solo avvertirti che, se non ti piace alla follia leggere, alcuni miei articoli saranno stressantissimi ^^' Comunque benvenuta, e ti ringrazio per aver commentato. 

    @Beev: Della serie, "Esegue ma non interpreta"? ;P Mmh… Io continuo a dire che Stella Musy avrebbe fatto un lavoro di gran lunga migliore, come timbro mi sembra anche azzeccatissima (anche se, ehi, in pochi battono Renata Fusco…).

    Non dico che sia identica alla Menzel ma potrebbe passare per una ventunenne, ed è così versatile da essere fitting in cartoni animati e film — ha doppiato tanto Kida in "Atlantis" quanto Tea Leoni in "The Family Man". Per quanto out of universe la Autieri possa avere una voce piacevole, grave senza essere pesante, non aveva la preparazione necessaria per affrontare un ruolo simile, almeno a mio avviso. 

    (e forse sono nitpicking, ma mi salta troppo all'orecchio come dice "la regina… sono io.")

    Ah, I know your feel, sis :/ Non sembra distrutta come la Menzel, solo un po' avvilita. E recita, recita da matti. 

    Forse però è poco intuitivo? =(

    Ho capito, prenderò in considerazione l'idea di fare una gara di canto qui sul blog, così vedrai come la intono io e io vedrò la tua versione. xD Oppure no. Prima vado a nascondermi. 

    E in quanto alle due traduzioni, approvo assolutamente. Quando torno a casa ci mettiamo sotto e le postiamo in Random! =D

  9. Con qualche giorno di ritardo, ecco fatto =)

    Dall'inizio fino a "rifiutandole nel climax" la traduzione è mia, da "Gli esempi aggiuntivi abbondano" fino alla fine è di Selviero.

    (per riferimento ecco di nuovo la prima analisi di Let It Go)


    L'ultimo film Disney, "Frozen", sta ricevendo recensioni a tutto spiano, e la canzone "Let It Go" è uno dei punti forti del film. Non credetemi sulla parola – Wikipedia, come sempre, è grande per questi semplici trivia di sottofondo. Al momento sono indecis* se pensare che Elsa sia il mio personaggio Disney preferito, e che "Let It Go" sia la mia canzone Disney preferita – il tempo lo dirà, ma tendo verso il sì per entrame le domande. Nella mia cronologia delle ricerche di Google, ci sono risultati come "let it go è fantastica" e "frozen let it go analisi", ma non avendo trovato niente di soddisfacente ho deciso invece di scrivere questo post.

    Si è scritto molto su "Let It Go", e un'opinione diffusa sulla canzone è che sia "liberatoria" o "da emancipazione", che riguardi Elsa che trova la sua vera identità, e che sia una trionfale celebrazione di libertà per quelli che sono vissuti nella paura o in gabbia. Ma per quanto tutto questo sia vero fino a un certo punto, interrompere l'analisi qui vuol dire non notare la grande profondità e sottigliezza della canzone. Sì, è sull'emancipazione, ma ci sono in misura maggiore anche tragedia, rabbia, amarezza e illusione. Non segna l'affermazione di Elsa della sua identità o la sua apoteosi – al contrario, alla fine della canzone, rischia moltissimo di perdere se stessa. La canzone la risolleva, ma solo per porla al di sopra di un grande precipizio, con pendii scivolosi che cadono in un Despair Event Horizon [la “linea” oltre la quale il personaggio perde ogni speranza] da una parte e in un Moral Event Horizon [la “linea” oltre la quale un personaggio è irrimediabilmente cattivo e non più perdonabile] dall'altra. La potenza della canzone deriva non da quanto edificante e positiva sia, ma da quando si incastri perfettamente nella narrazione, e quanto faccia per rendere Elsa un personaggio convincente e simpatetico.

    (A questo punto vorrei linkare il video e il testo della canzone – mi riferirò a loro spesso da ora in poi)

    Prima di tutto, considerate il posto che ha la canzone nel film. Elsa è appena corsa via dalla propria incoronazione, e ha portato un inverno perenne su Arendelle. La canzone in sé segna solamente la fine del primo atto. La storia è appena iniziata, quindi questa non può essere la fine del Character Development di Elsa – è in realtà solo la fine dell'inizio, e la funzione principale della canzone è di presentare i conflitti che Elsa deve superare – i demoni che deve affrontare – prima che la storia finisca. Infatti il resto della storia si impegnerà per rovesciare molte tra le più trionfanti frasi della sua canzone. Prendete in considerazione questo:

    Elsa canta più volte "Let the storm rage on" [“Che la tempesta infuri”, NDT], riferendosi alla sua mente e cuore in tempesta (il tempo è in realtà piuttosto calmo per la maggior parte della canzone). Canta anche che ora è libera. Sta tentando di convincere se stessa che può vivere con il suo tormento. Ma nella sua scena seguente (For The First Time In Forever (Reprise)), è messa di fronte a quello che ha fatto ad Arendelle e canta "Oh, I'm such a fool, I can't be free / No escape from this storm inside of me" [“Oh, sono così sciocca, non posso essere libera / Nessuna fuga da questa tempesta dentro di me”, NDT], gettandola nella disperazione più nera. Quindi ritira quello che aveva detto proprio nella scena seguente; non è ancora libera e sta male con la tempesta che infuria dentro di sé.

    In "Let It Go", la frase "Let the storm rage on" è seguita da "The cold never bothered me anyway" [“Il freddo non mi ha mai disturbata comunque”, NDT] – una frase che molte persone ricordano, dato che è cantata due volte in due modi diversi ed è l'ultima frase della canzone. Ovviamente come Regina delle Nevi a Elsa non disturbano le basse temperature, in senso letterale… ma nelle altre sfumature della parola "freddo", lei ne ha ancora paura. La mancanza di controllo dei suoi poteri rimane ancora il problema principale nella storia, e dopo aver costruito il suo palazzo di ghiaccio non sarà più felice di usare i suoi poteri fino alla fine del film.

    La cosa più importante è che il "freddo" nel senso di isolamento dalle altre persone la disturba nel profondo. Pensate a quello che fa dopo aver finito la canzone, subito dopo aver cantato "the cold never bothered me anyway": si gira e sbatte le porte del suo nuovo castello, come aveva fatto ad Arendelle. Il suo modo di affrontare il suo problema non è cambiato dall'incoronazione: pensa che soltanto mandando via le persone – e se questo non funzionasse, soltanto rimanendo sola e lontana da tutti – andrà tutto bene. Ma questo è diametralmente opposto al messaggio del film: anziché non essere disturbata dal gelo dell'isolamento, ha bisogno di essere abbracciata dal calore dell'amore. Il film non può finire fino a quando non rinnega questa frase sottile e astuta, e lo fa solo nel climax. Fino ad allora, Elsa sta mentendo a se stessa.

    Un'altra frase illusoria nella canzone è "You'll never see me cry" [“Non mi vedrai mai piangere”, NDT]. Sia questa che "the cold never bothered me anyway" sono quel tipo di cose che le persone si dicono per convincere se stesse; non vengono pronunciate di solito da persone che non ne hanno bisogno. Ovviamente vediamo Elsa piangere per Anna alla fine, una testimonianza dell'amore che Elsa prova per lei. Ancora, negando questa frase nella canzone e versando lacrime diventa finalmente la persona che vuole essere. Elsa trova la sua vera identità e finalmente si trasforma nel suo personaggio, e non abbracciando il messaggio di queste frasi in "Let It Go", ma rifiutandole nel climax.

    Gli esempi aggiuntivi abbondano. Elsa canta “Here I stand, and here I’ll stay” [“Sono qui e ci resterò”, NDT] e “I’m never going back” [“Non tornerò più indietro”, NDT]. Ma naturalmente, lei ci torna davvero, ad Arendelle. Finisce con l’abbandonare il palazzo di ghiaccio (anche se mantiene il nuovo vestito e la nuova pettinatura). Canta “That perfect girl is gone” [“Quella ragazza perfetta se ne è andata”, NDT], ma al termine della storia diventa a tutti gli effetti la ragazza perfetta che avrebbe sempre voluto essere, in pieno controllo dei suoi poteri, e per di più amata da sua sorella e dal suo popolo. Lei canta “The past is in the past” [“Il passato è passato”, NDT], ma la sua salvezza finale viene dal rapporto con sua sorella, che scaturisce dal passato più profondo di Elsa. 

    Infine, riguardo alle lyrics, considerate il titolo della canzone stessa, “Let It Go” [“Lascialo andare”, “Liberalo”, “Rilascialo”, NDT], che è ripetuto più volte. Cos’è che Elsa sta lasciando andare? Prima di tutto, come fattore che salta più all’occhio, si riferisce ad Elsa che si libera dalla repressione dei suoi poteri, per “vedere cosa può fare, testare i limiti e superarli” [“to see what (she) can do/to test the limits and break through”, altra citazione dalla canzone, NDT]. Questo è l’elemento positivo della canzone, e ciò che purtroppo la maggior parte degli ascoltatori afferra escludendo gli altri elementi. L’emancipazione personale è senza dubbio una gran cosa. Se studiate con attenzione l’espressione facciale di Elsa mentre canta, le prime decine di secondi in cui pronuncia questa frase rappresentano l’unico momento in cui è genuinamente felice. Ma l’emancipazione personale, per quanto positiva, è carica di pericolo, come suggerisce la riga successiva: “No right, no wrong, no rules for me” [“Né bene, né male, né regole per me”, NDT].

    Sul serio, quanti personaggi riescono a dire una cosa del genere senza diventare malvagi? Queste con ogni probabilità sono le frasi più lampanti per recepire il significato narrativo della canzone. Ed ecco la seconda cosa che lei sta lasciando andare: il suo senso di bene e male, delle regole e delle restrizioni che l’essere una “brava ragazza” le aveva imposto anziché farle rilasciare i suoi poteri. Ora, ovviamente alcune delle regole che prima la incatenavano erano restrittive e controproducenti, ma c’erano anche regole per la sicurezza degli altri. Di quante di esse si sta liberando? Solo alcune regole specifiche? Tutte quante? L’intero concetto del bene? Non lo sappiamo, e tuttavia il suo cantare “No right, no wrong, no rules for me” avrebbe dovuto far scattare un campanello d’allarme nella testa degli spettatori. In origine, “Let It Go” è stata concepita come una Villain Song [la canzone del cattivo di parecchi film Disney, NDT], e la Disney voleva che la possibilità che Elsa fosse una cattiva rimanesse vivida nella mente degli spettatori. Noi dovremmo preoccuparci per l’anima di Elsa, a questo punto, e il resto del suo Character Development riguarda il modo in cui viene salvata dalla sua posizione precaria. 

    Elsa si sta liberando anche di ogni speranza o desiderio della compagnia di altre persone. Questo è il terzo significato di “lascialo andare”. Se il secondo significato di “Let It Go” indicava l’erodersi della bontà di Elsa, il terzo indica l’erodersi della sua speranza. Il secondo significato spinge Elsa verso il male, mentre il terzo la spinge verso la disperazione. Il secondo significato può condurre alla cattiveria, ma il terzo può condurre alla tragedia. Lei ha deciso di stare lontana da tutti i suoi cari, e cerca di convincersi che la cosa le stia bene. 

    Controllate di nuovo le espressioni che assume Elsa nel cantare “Let It Go”, specie durante le frasi che ho menzionato sopra. Aprite il video, mettetelo in alta definizione, e rallentate la velocità fino a 0.25 nei momenti chiave. Oppure andate a vedere il mio studio delle espressioni facciali di Elsa in “Let It Go”. Guardate le emozioni che il suo volto manifesta frame dopo frame. Passa rapida dalla rassegnazione all’amarezza, dalla leggerezza e felicità ai sorrisi genuini, dal dolore che le appesantisce l'espressione alla rabbia, alla risolutezza, e molte mescolanze di queste emozioni. Alcune delle emozioni più negative sono dipinte sul volto di Elsa nelle linee più trionfali. Gli animatori, chi ha scritto la canzone e la cantante hanno fatto un lavoro mirabile concentrando tutto in questa canzone di abile bellezza, intricata e complicata, ed è un peccato che molta gente la veda soltanto come una canzone positiva di emancipazione. 

    “Let It Go” mostra al pubblico il male e la disperazione in cui Elsa ha il potenziale di precipitare, e nel farlo riesce a mantenerla un personaggio assolutamente simpatetico. La sua emancipazione, malgrado sia una buona cosa, sobilla anche il pericolo nel quale può cadere in un modo o nell’altro. Rende l’audience capace di relazionarsi a lei e allo stesso tempo capace di stare in guardia davanti a lei e preoccuparsi per lei. Chi non ha sentito di poter diventare più potente se solo si liberasse delle altre persone, della loro restrizione e della loro moralità? Chi non ha sentito di non poter fare nulla in certe situazioni senza speranza, impotente a dispetto delle proprie capacità? E chi non ha sentito che la propria anima fosse in pericolo per questi sentimenti? Per ognuna di queste ragioni, sebbene Elsa sia l’unica umana dotata di superpoteri, è il personaggio più reale e più relatable di “Frozen”. 

    Dopo aver costruito questo mirabile pg in “Let It Go”, il resto del film riguarda la maniera in cui Elsa tiene a bada con successo questi potenziali rischi per diventare una persona del tutto buona, meritevole del titolo di eroina in uno dei migliori film Disney. Alcune volte cade – diviene quasi cattiva quando rifiuta i suoi visitatori e invasori nel castello. Si è disperata quando ha creduto che Anna fosse morta. Ma attraverso l’amore profondo di Anna e l’aiuto degli altri, Elsa guadagna il suo lieto fine. 

    Penso che se prendete “Let It Go” solamente come una edificante canzone sull’indipendenza, portate via ad Elsa gran parte della sua intricata caratterizzazione. La riducete a un pg bidimensionale. Se la canzone fosse interamente positiva, se la sua anima non fosse in pericolo di distruzione quando la canzone ha avuto termine, allora Elsa perderebbe il suo obiettivo per quanto concerne lo sviluppo del suo personaggio. Diventerebbe solo una carina e piena di potere che reagisce a ciò che accade nel suo ambiente. Fondamentalmente, alla fine non sarebbe poi tanto diversa da com’era nel mezzo. Per essere un personaggio a tutto tondo, l’emancipazione di Elsa deve anche metterla a rischio. 

    Dev’essere così perché è così nella vita reale. Sappiamo che da un grande potere derivano grandi responsabilità. Sappiamo che quasi tutti gli uomini sanno affrontare le avversità, ma se vuoi conoscere la natura di un uomo devi dargli potere. Sappiamo che il potere corrompe. Purtroppo, questo non è un sentimento che odo spesso tra molti gruppi che di recente hanno acquisito emancipazione. Si parla un sacco di quanto buona, positiva e progressista sia l’emancipazione personale. Eppure non molti dicono a questa gente che il potere non è un diritto o un privilegio, bensì un impegno sacro che dev’essere usato per fare del bene e diventare buoni. 

    Grazie al cielo abbiamo in Elsa un personaggio meraviglioso e convincente che combina alla perfezione ognuna di queste cose. E grazie alla Disney per averci dato una bellissima canzone, un personaggio superbo e un film eccellente.

  10. *Si appoggia allo schienale con le mani dietro la testa* Sono proprio fiera di noi, dopo tanto lavoro vederla postata sul blog è un altro piccolo trionfo. 

    L'unica precisazione che mi sento di fare è che abbiamo usato l'asterisco perché non abbiamo capito, anche esplorando il suo blog, quale fosse il gender della persona che ha scritto. Chiamateci idiote, ma davvero non c'era nessun indizio O.O

    Mentre lavoriamo alla prossima traduzione, vi lascio con qualche bel link sempre sulla scia di Frozen: 

    Let It Go in francese 
    Idina Menzel che registra Let It Go e Kristen Bell che registra For The First Time In Forever (Reprise)
    Let It Go Videos del Nostalgia Critic — superbo come sempre e con le palle piene dell'ossessione per questa canzone che c'è online xD 

  11. Ho letto tutto ciò che scrivi  , senza che la lunghezza del testo interrompesse qua e là, come spesso mi accade, l'interesse. La scoperta  continua del potere delle parole , sfaccettate . nelle sfumature dei significati, come dei prismi , mi è piaciuto molto , anche come "invito" garbato ma deciso a degli ipotetici adolescenti… Più che consigliarti altre recensioni  , mi preme adesso , anche se forse vado un pò "sopra le righe" rispetto alla struttura del blog , per come l'hai pensata , sottoporti questa riflessione : non hai pensato di sottolineare , per i tuoi lettori , come proprio la scrittura , diciamo la letto-scrittura , sia la bussola per districarci nella foresta mentale delle parole? In fondo è proprio CIO' CHE TU FAI …  I libri ,i film sono là finchè non diamo loro il potere di  farci esprimere e di porci di fronte a noi stessi, materializzati e resi visibili dalla scrittura …magari chiosati da un'emozione che non sapevamo di poter provare…

  12. @Patrizia: Ho dovuto spostare qui il tuo commento perché era off topic rispetto alla pagina in cui l'hai postato. In ogni caso, benvenuta sul blog! 

    Sono lieta di leggere questi complimenti, non mi aspettavo di avere una proprietà di linguaggio simile o di abbracciare un simile spettro di significati =) Di base penso di essere una ragazza che ama leggere, scrivere e informarsi, e di certo esistono altre persone come me. E… diamine, sono contenta di trovare una persona che finalmente abbia letto tutto quello che c'è qui (ti riferivi agli articoli, alle pagine, ai commenti o a ognuna di queste categorie?), mi fai pensare che ti interessi sul serio, e anche in positivo 😛 

    Ho solo bisogno di chiederti chiarimenti sul consiglio che mi hai dato nella seconda parte del commento: pensi che dovrei invitare/insegnare agli adolescenti ad esprimersi attraverso la scrittura? O… che dovrei spiegare quanto sia importante leggere per ritrovare le proprie idee nelle parole di un* altr*? Prima di dirti la mia opinione al riguardo preferisco sapere quale fosse il tuo pensiero genuinamente. 

  13. Mi riferivo alle  parte recensioni , quindi articoli  e suggerimenti vari….

    Cerco di spiegarti meglio ciò che intendo , anche se ovviamente è qualcosa non di complicato ma di complesso : la  lettura ha senso se è intepretata , vive quindi se , nel tempo, ciascuno a suo modo e secondo la "sua" mente e il suo sentire le dà valore ,,,,ma mentre interpretiamo ci mettiamo in gioco, ci esprimiamo ; questa operazione può restare in noi , destinata ad essere più o meno ricordata, più o meno rimossa o diventare qualcosa di duraturo attraverso la scrittura ,,, Dirai , cosa cambia? Cambia che , mentre scriviamo e scegliamo parole e situazioni , rischiando qualcosa  , scegliamo anche chi vogliamo essere, cosa esattamente siamo , anche se solo in quel pensiero, in quelle frasi , in quell'opinione .

    Quindi è semmai il contrario , le parole degli altri, le vite che leggiamo ci portano ad essere e a vivere noi in maniera autentica , a capire meglio il caos che ci portiamo tutti dentro  e ciò, a volte , significa ovviamente non mitizzare mai ciò che si legge, ma vederlo a lucida distanza …..

     

  14. A costo di essere nitpicker, "Recensioni: cosa suggerite?" è una pagina del Top Menu, non una serie di articoli. 😉 

    Riguardo al tuo discorso… ssssssì, può capitare di ritrovarsi nelle parole di qualcuno e voler imprimere i concetti nella mente, ma, as we all know, le parole volano e gli scritti restano. Ed è senz'altro una cosa positiva fissare i concetti attraverso la scrittura, perché neppure la memoria più portentosa del mondo può fare miracoli. Naturalmente, come hai fatto notare, i concetti vanno elaborati e digeriti invece di essere presi alla lettera, dal momento che quello può condurre ad un impoverimento di senso critico e al fanatismo. 

    Se i miei scritti indurranno gli altri a ragionare, a ritrovarsi e a elaborare/digerire le informazioni, io ancora non lo so. Ho aperto "Selviero's blog" come se stessi lanciando una bottiglia con tanto di messaggio nel mare, e stare a guardare chi la raccoglierà. 

    Tuttavia (e questo è nella politica del mio blog), per parlare con me e sostenere una tesi, serve affinare la propria capacità di argomentazione, in modo che le riflessioni siano già più accurate e complesse — e penso io anche molto più interessanti. Non ho intenzione di fare la maestrina con nessuno, né di cambiare nessuno, ma se potessi indurre gli altri a ragionare e a trovare il proprio metodo di "fissaggio" dei concetti per me sarebbe già una vittoria. Adesso è presto per fare programmi, ma mi auguro che i dibattiti e gli scambi con motivazioni non saranno rari. 

  15. *dlin dlon*

    Signori passeggeri, ci scusiamo per l'interruzione. Annunci random da fare: 

    1. Ho aggiornato il Regolamento, nella speranza di rendere chiaro quanto prima il clima che mi auguro si crei sul blog. 

    2. Io e Beev abbiamo deciso di tenere in serbo la seconda traduzione, quella sulle espressioni facciali di Elsa, per un post vero e proprio futuro. 

    Grazie mille e ora tornate pure a guardare fuori dal finestrino. 

    *dlin dlon*

  16. *Sigh* 

    Nuovo annuncio da fare: io e Beev non possiamo più usare quell'intervento futuro perché qualcuno ci ha anticipate fregandoci l'idea. Forse se non mi fossi fatta tanti scrupoli sarei arrivata prima. Pazienza. 

    A parte questo, ricordate che se volete sfoderare le tre C (Criticare, Consigliare e Commentare) sui miei articoli siete liberissimi finché rispettate il Regolamento. Anzi, a questo punto della mia """carriera""" da blogger le dritte sarebbero particolarmente gradite ;P In ogni caso, oggi ho aggiornato un po' il blog, quindi se vi va potete anche condividere le pagine e gli articoli sui social network. u_______u 

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