Recensione | Romanzo | Cinquanta Sfumature di Grigio

Titolo originale: Fifty Shades of Grey  
Autrice: E. L. James (Erika Leonard)
Genere: Romanzo erotico
Anno di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Mondadori (in Italia), Vintage Books (nel Regno Unito)
Lingua originale: Inglese
Traduzione: Teresa Albanese
Pagine: 680

Quando ho fatto il corso di dizione, le mie insegnanti mi dicevano sempre di respirare col diaframma. L’inspirazione avveniva dal naso, l’espirazione dalla bocca, e questo esercizio, se fatto troppe volte, poteva provocare nella migliore delle ipotesi un capogiro e nella peggiore uno svenimento.

Io ho rischiato di svenire molto spesso, ahimè, per la respirazione diaframmatica. E sto rischiando di svenire anche ora: non faccio altro che inspirare ed espirare per darmi coraggio, per appoggiare le dita su questa stramaledetta tastiera e mettermi a scrivere la recensione di “Cinquanta Sfumature di Grigio”. *Scuote la testa a destra e a sinistra e strabuzza gli occhi nel tentativo di riprendersi* Vabbé, partiamo dalle basi.

La trama ufficiale:

Una ragazza prossima alla laurea, Anastasia “Ana” Steele, deve intervistare il giovane pezzo grosso di un’azienda multimilionaria che finanzia la sua università, Christian Grey. Si invaghisce di lui in men che non si dica, e sebbene la nostra Ana sia una ragazza qualunque, ingenua e scialba, lui pare ricambiarla. Piccolo problema: l’unico modo che Christian conosce per instaurare una relazione è attraverso il sesso, in particolare attraverso il BDSM. Anastasia accetta di provare e scoprirà cinquanta sfumature di tenebra nell’animo tormentato del suo uomo.

La trama come la vedo io: 

La versione ventunenne di Bella Swan incontra la versione ventisettenne di Edward Cullen, e nel libro scoperanno, fotteranno e chiaveranno. E tromberanno persino. Per rendere la storia piccante l’autrice ci ha piazzato dentro il BDSM trattandolo in una maniera oscena, ma per il resto la relazione tra i due personaggi è identica a quella in “Twilight”: abusiva e fuori controllo.
Ed ecco a voi il libro che ha venduto con più rapidità di Harry Potter.

Continua a leggere

Sui personaggi

Sorelle, fratelli, fratelle e sorelli, oggi siamo tutti qui riuniti per parlare di consigli sulla scrittura che riguardino le pedine della storia, i veicoli di molti messaggi, i fili conduttori di—*si ricorda che ha molto da dire* Okay, i personaggi.

Allora!

Come Oscar Wilde ci ricorda, la vita e l’arte sono indissolubilmente legate e l’una imita l’altra. Quindi basare i vostri personaggi su persone reali non è il maleH, perché vi consente di parlare di qualcosa che conoscete e di essere originali senza copiare pari pari i pg degli altri autori. È anche naturale che prendere troppo da una persona e metterlo nel personaggio non vada bene; se prendete troppo da voi stessi, tipo, arrivate al Self-Insert, che se si accompagna ad una visione idealizzata di voi diventa Marysuismo. Nel caso aveste timore di aver creato una Mary Sue o un Gary Stu, potete fare al personaggio un test – come quelli che ho linkato a fine pagina.

Prima o durante il processo di ispirazione a persone reali, però, dovreste porvi due domande: cosa rappresenta il mio personaggio ridotto all’osso? L’ho concepito per svolgere quale funzione?

Continua a leggere